Muore nello schianto al casello

BANCHETTE. Sono ancora poco chiare le cause della morte dell'ex dirigente Olivetti Roberto Bosio, scomparso tragicamente nella notte tra domenica e lunedi scorsi in un incidente stradale alla periferia di Torino. La sua autovettura è finita a folle velocità sulla barriera di cemento a protezione del casello autostradale. L'uomo, 73 anni, residente a Banchette, è morto sul colpo.
Tra gli inquirenti alle ipotesi di un malore o di un colpo di sonno, si affianca a quella del suicidio. Perchè nella Ford ‘CMax' di Bosio sono state trovate alcune lettere di addio. In una, quella rivolta alla moglie, il pensionato chiedeva scusa per quello che avrebbe compiuto.
L'ipotesi del suicidio viene respinta con fermezza e sdegno dalla famiglia e gli stessi agenti della Polstrada, intervenuti sul posto per i rilievi, tendono a non considerarla primaria. «Sono solo illazioni - dice la moglie Anna Maria Occhiena -. Roberto non avrebbe mai compiuto un gesto del genere. Chi dice queste cose non lo conosceva affatto. Attraverso il nostro legale, l'avvocato Mariagrazia Bertini, abbiamo diffidato i giornali dal dare credito ad ipotesi fantasiose».
Ma andiamo con ordine. Cosa ci faceva Roberto Bosio alle tre del mattino sull'autostrada Torino-Aosta? Secondo alcuni conoscenti della famiglia, il pensionato stava andando a Pinerolo, dalla madre ultracentenaria, gravemente ammalata. Secondo loro, l'uomo potrebbe essersi sentito male o essere stato sorpreso da un colpo di sonno che gli ha fatto perdere il controllo dell'auto, finita rovinosamente contro la barriera di cemento del casello autostradale, a Settimo Torinese.
Una ricostruzione plausibile, certo, che però non spiega quelle lettere indirizzate alla moglie e ai figli, Barbara e Davide. Sta di fatto che secondo alcune testimonianze, tra cui quella del casellante dell'Ativa, l'auto di Bosio si è schiantata a tutta velocità contro quel parallelepipedo di cemento. La Ford CMax si è quasi aperta in due e l'uomo è rimasto schiacciato dalle lamiere, tanto che i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare alcune ore prima di estrarre il corpo del pensionato dall'abitacolo.
Sull'asfalto, inoltre, gli agenti della polizia Stradale non hanno trovato segni di frenata e al momento dell'impatto l'auto viaggiava, con ogni probabilità, a più di cento chilometri orari.
La Procura della Repubblica di Torino ha aperto un'inchiesta sull'incidente stradale. Una prima risposta a quanto è accaduto potrebbe arrivare dall'esame del medico legale. Il magistrato competente non ha ancora rilasciato il nulla osta per i funerali.
Dirigente prima della Olivetti e poi della Baltea di Leini, Bosio era in pensione da molti anni. Viveva a Banchette, con la sua famiglia, in una villa in via Pavone.
«I suoi grandi amori erano gli animali, i cani in particolare, e i fiori - ricorda commossa la moglia Anna Maria -. Gran parte del suo tempo libero lo dedicava a queste due passioni. In primavera, il giardino della nostra villa era meraviglioso, uno spettacolo che lasciava tutti a bocca aperta».

Vincenzo Iorio