Negozi montani, ‘presidi' a rischio
VALCHIUSELLA.In alcuni paesi sono scomparsi del tutto, in altri ne è rimasto uno solo. Sopravvivono a fatica, i piccoli negozi in Valchiusella. Botteghe che per la gente costituiscono anche un punto di ritrovo, dove si parla e si scambiano consigli ed opinioni. In una parola: dove c'è contatto umano. Per non dire, poi, del servizio sociale che esse svolgono, soprattutto nei confronti della popolazione anziana.
Insieme con lo spopolamento del territorio, è la grande distribuzione, a mettere in ginocchio i negozietti al dettaglio, nei piccoli centri. Per ogni supermercato che apre, ci sono attività commerciali di paese che rischiano di chiudere. «I negozi dei piccoli centri, se si andrà avanti di questo passo, rischiano davvero di sparire, in quanto si troveranno nella condizione di non poter più fronteggiare la concorrenza degli ipermercati - spiega Teresina Pastore,titolare dell'unico negozio ancora aperto, a Pecco -. Tanto per fare un esempio: i prezzi che ci fissano i nostri fornitori per le merci sono superiori a quelli che la gente trova per gli stessi prodotti, negli scaffali dei centri commerciali. Per non parlare, poi, dell'invenduto, soprattutto per quanto riguarda i le merci con scadenza. Lo smercio è quello che è, e se non si presta attenzione nelle ordinazioni, si rischiano pesanti perdite economiche per i prodotti invenduti».
Anche a Trausella, uno dei più piccoli paesi della Valchiusella, da anni c'è un solo negozio, dove però si trova un pò di tutto. Lo gestisce Irma Bertino.«La mia clientela è per lo più costituita da persone anziane, molte delle quali avrebbero difficoltà a raggiungere le zone di pianura dove sono concentrati i supermercati - spiega -. Ecco, dunque, che per comodità scelgono il negozio del paese, pur sapendo che i prezzi non possono essere concorrenziali con quelli dei grandi magazzini. Per quanto mi riguarda, cerco di offrire alla clientela la possibilità di acquistare quei prodotti caseari, e non solo, tipici della valle, che nei supermercati non potrebbero trovare. In tal modo, penso inoltre di contribuire al sostegno di quelle aziende agricole operanti sul territorio. Certo che è dura, tirare avanti».
Fulvia Zuccaè la titolare dello storico negozio di alimentari di Drusacco. «A fine anno, quando si tirano giù i conti, ci rendiamo conto che abbiamo lavorato sette mesi per pagare le tasse allo Stato. Nonostante ciò c'è ancora gente che crede che ci si arricchisca - confida la commerciante -. Chi viene a comperare in negozio non può fare a meno di confrontare i nostri prezzi con quelli dei supermercati, ed è giusto che sia cosi. Quello che è certo è che noi non potremo mai reggere la concorrenza dei grandi magazzini. Chiediamo solo di poter lavorare senza l'angoscia di dover far fronte a continui obblighi dettati da leggi e leggine. Non mi pare giusto, poi, che i piccoli negozi di montagna siano costretti a sostenere costi equivalenti ad analoghe attività presenti in pianura o nei grandi centri urbani».
Intanto, proprio per il rilancio dei piccoli negozi, la Regione Piemonte ha di recente emesso un bando che prevede interventi finanziari a sostegno delle imprese esercenti nel settore del commercio, in aree cosidette 'a rischio di desertificazione commerciale".