"Disponibili al dialogo ma non alle iniziative soltanto pretestuose"
ROMANO. La replica del sindaco Oscarino Ferrero alle critiche della minoranza 'Per un paese da Vivere" non si è fatta attendere. Affiancato dal vice Andrea Accattino, Ferrero esordisce: «Visto il numero elevato di interpellanze, in alcuni casi pretestuose, che ci sono state presenetate, non siamo riusciti a rispondere per via degli impegni dell'amministrazione, che non può certo permettersi di avere un ufficio da mettere a disposizione della minoranza».
Naturalmente, l'accusa di mancanza di democrazia non è stata gradita dal sindaco che replica nel dettaglio alle critiche formulate dal gruppo dell'ex primo cittadino Antonio Conto e Stefano De Bei. «Tutte le interpellanze che hanno contenuti amministrativi significativi, anche critici - sottolinea Ferrero - sono state e vengono portate in discussione in consiglio comunale, nel rispetto dei regolamenti. A proposito di democrazia, non abbiamo difficoltà a confermare la nostra volontà ad accogliere eventuali proposte positive e condivisibili fatte dalle minoranze».
Tra i temi oggetto di critica c'è quello dello spostamento dell'Albo Pretorio all'interno del palazzo municipale. Ferrero dice: «L'albo è stato spostato temporaneamente all'interno durante i lavori di sistemazione della facciata in attesa della realizzazione della nuova bacheca in legno». Il vice Andrea Accattino evidenzia non senza un pizzico di ironia: «Il nuovo albo pretorio sarà formalmente valido soltanto fino al 31 dicembre dal momento che dall'1 gennaio viene abolito dalla riforma Brunetta».
Ferrero non intende invece rispondere alla lunga lettera aperta distribuita in tutte le famiglie dalla minoranza.«In merito alle diverse questioni sollevate nella lettera aperta - si limita a dire - siamo ovviamente in grado di spiegare pubblicamente lo stato dell'arte di ciascuno dei rilievi fatti, proprio per dimostrare la nostra assoluta trasparenza ed il totale rispetto della democrazia». Il resto, insomma, sono chiacchiere.