La scuola di Pavone presenta il conto (salato) al ministero

PAVONE. Una lettera all'ufficio scolastico regionale e al ministero dell'Istruzione per sottolineare le gravi difficoltà finanziarie in cui oggi versa la scuola. Una situazione che rischia di essere insostenibile. Lo ha deciso il consiglio di circolo di Pavone, durante l'ultima riunione.
«Il consiglio ha evidenziato come, da alcuni anni, siano gli stessi genitori degli studenti a contribuire quasi integralmente alla fornitura alle diverse classi di vario materiale quale, ad esempio, le fotocopie per l'attività didattica nei cinque laboratori delle scuole primarie - racconta il dirigente scolastico Reginaldo Palermo -. Ritengo non si possa chiedere alle famiglie di coprire anche le spese di carattere generale o, peggio ancora, quelle obbligatorie per legge». Che la situazione finanziaria della scuola sia difficile, in realtà, se n'erano accorti da tempo insegnanti e genitori. Gli insegnanti, tra l'altro, ormai da anni sono attenti ad ogni aspetto organizzativo.
Palermo spiega che, da anni, la scuola non riceve finanziamenti specifici destinati al rinnovo delle attrezzature informatiche che rischiano di diventare obsolete e scarsamente utilizzabili: «Nei cinque laboratori didattici della scuola primaria - fa osservare il dirigente scolastico - vengono utilizzati non meno di una trentina di computer che, ovviamente, necessitano anche di manutenzione e aggiornamento periodici».
«Il consiglio di circolo ha ora deciso di presentare il conto - comunica Palermo - e chiede che vegano al più presto erogati i fondi necessari che ammontano a non meno di 60 mila euro, 47 mila dei quali già anticipati dalla scuola, dal 2006 in avanti». Spulciano i conti, si vede che altri 4 mila euro sono stati richiesti alla scuola dalle Asl del territorio, a fronte di visite fiscali effettuate nei confronti del personale che si è assentato, senza dimenticare i 10.448 euro per le spese generali di funzionamento dell'anno in corso.
Tra l'altro, aggiunge Palermo «a tutt'oggi si tratta di fondi che non sono ancora arrivati anche se riguardano spese obbligatorie come per esempio quelle postali o quelle necessarie per stampare avvisi per le famiglie o le 'pagelle" degli alunni. Il fondo dovrebbe servire anche per pagare i compensi dovuti al medico del lavoro, obbligatorio per legge"».

Franco Farnè