Vialfrè promuove gli orti per dialogare e integrarsi
VIALFRE'. Sei orti urbani fra gli 80 ed i 100 metri quadrati sorgeranno a Vialfrè nella zona nota ai residenti come 'Bobi". Un richiamo all'agricivismo questo cui nemmeno la 'first lady" americana Michelle Obama ha saputo resistere, del resto.
Patate, zucchine, melanzane e chi più ne ha più ne metta a portata di mano e di tavola non sono vantaggi trascurabili. Ora più che mai tra recessione restia a mollare la presa e spesa sempre più cara. Il sindaco Francesco Prato parla con estremo orgoglio di questa iniziativa e lo fa, dice, per diverse buone ragioni: «Sono aree verdi, quelle destinate agli orti, che saranno riservate a chi non è proprietario di terreni nel territorio comunale. Le zone rurali verranno assegnate a titolo gratuito a quanti abitano nel concentrico e risiedono in abitazioni senza giardini. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di nuovi residenti che arrivano dalle città. Poi elemento non trascurabile dell'iniziativa è che dedicarsi all'arte del coltivare funge pure da collante sociale. I neofiti del delgiardinaggio spesso si recano dai loro concittadini più esperti per chiedergli consigli su ciò che conviene piantare, su come fare a far crescere bene frutta e verdura. Semplici discussioni queste certo, ma che sono in grado di innescare delle amicizie. Anche da qui passa l'integrazione in un paese specie se piccolo come il nostro». Ma l'attenzione di Prato si rivolge anche agli stranieri e sottolinea: «Pensiamo solo allo scambio di usi e costumi che può dare a tutta la popolazione apprendere come coltivano i loro orti quanti vengono da altri stati e vivono da noi. Ogni cucina ha le sue specialità, lo sappiamo. Ne consegue l'uso in cucina di ortaggi poco diffusi da noi. Potrebbe realizzarsi una commistione tra gusti e sapori, vicini e lontani».
E aggiunge: «Ci auguriamo vivamente che il nostro esempio venga vengaseguito da tutti gli altri Comuni - sottolinea il sindaco -. Perché oltre ad educare a pratiche ambientali sostenibili gli orti offrono un'alternativa proficua chi ha del tempo libero da dedicare alla cura della terra. Inoltre gli orti urbani contribuiscono spesso al recupero di aree degradate o abbandonate». Insomma l'agricivismo come chance per tutti, o quasi, di riappropriarsi a costo zero degli spazi verdi del proprio paese. (mt.b)