Altri tagli, torna il ‘podestà'
VALLI ORCO E SOANA. La montagna è di nuovo pronta a scendere in piazza per una grande mobilitazione in difesa dei Comuni e della democrazia. L'Uncem, il 'sindacato" degli enti montani, promette di organizzare una nuova grande manifestazione, come quella che aveva visto trentamila amministratori dei Comuni montani protestare nelle vie di Roma.
Nel mirino, ora, il Codice delle Autonomie. La riforma che definisce il nuovo assetto delle autonomie locali sarà portata in Parlamento prossimamente e prevede la riduzione del numero dei consiglieri comunali, che scenderebbero a sei nei Comuni fino a tremila abitanti, la riduzione della giunta a soli due membri nei Comuni fra i mille e tremila abitanti e addirittura l'eliminazione della giunta nei Comuni con una popolazione inferiore ai mille abitanti.
In buona parte dei Comuni montani si prefigura, quindi, il ritorno del 'podestà", in quanto il sindaco rimarrà a governare da solo. «Quello contenuto nel Codice delle Autonomie è una dichiarazione di guerra che contrasteremo in tutti i modi - dichiara il presidente dell'Uncem Piemonte, Lido Riba -. E' il presupposto per una smobilitazione generale della democrazia, della rappresentanza, delle opportunità di dialogo e confronto in un territorio, in particolare in montagna, dove devono essere garantiti i servizi e gestite efficaci iniziative di sviluppo».
«Questi tagli non sono giustificati da previsioni di risparmio - sottolinea Riba -. Ricordiamo che gli amministratori dei piccoli Comuni non percepiscono compensi, svolgono il loro lavoro solo per il bene delle comunità in cui operano e risiedono».
L'Uncem Piemonte ha inviato ai 1206 Comuni piemontesi, di cui 554 montani, un ordine del giorno che dice 'no" alla riforma e lancia un appello ai partiti, ai parlamentari, alle istituzioni piemontesi, e alla popolazione affinché 'sostengano la mobilitazione per fermare lo smantellamento della montagna e della democrazia".