La gente che guarda se stessa
SALASSA.I campanilismi? Si superano. E quando si fa gruppo i risultati non tardano ad arrivare. Ragionare in un'ottica di territorio si può, dunque, ed è una strada che hanno imboccato con convinzione i sindaci di Salassa (Giuseppe Ansinello), Oglianico (Onorino Freddi) e San Ponso (Ornella Moretto).
Domenica scorsa, i riflettori erano puntati sui tre piccoli centri che hanno vissuto un triplice, importante appuntamento che ha portato in Alto Canavese anche esponenti di spicco a livello istituzionale di Regione e Provincia. Del resto, chi ha partecipato si è convinto che ne valeva la pena.
Le manifestazioni hanno preso il via nella mattinata, a Salassa, con l'inaugurazione della mostra fotografica permanente en plein air 'Noi siamo di Salassa!". E' proseguita ad Oglianico con la festa della Protezione Civile e si è conclusa nel pomeriggio con l'inaugurazione del nuovo salone pluriuso di San Ponso, in una sorta di ideale gemellaggio con l'Abruzzo martoriato dal terremoto.
Un progetto che ha fatto parlare di sé, unico esempio a livello nazionale, quello che ha coinvolto i cittadini, le associazioni, i gruppi di Salassa per circa un anno, nato da un'idea del fotografo valperghese Piero Nizzia e 'sposato" dall'allora consigliere Tiziano Rossetto, che ha visto immortalati dall'obiettivo di Nizzia i personaggi storici del piccolo centro altocanavesano. Gli scatti, poi, sono stati riprodotti su tele di grande formato e appesi ai muri delle case del paese.
Se altrove c'è chi per abbellire le pareti esterne delle abitazioni ha optato per quadri di artisti stranieri, come a Torre, per esempio, Salassa ha voluto farlo attraverso i volti dei suoi abitanti, perché, in fondo, la parte più importante di una città, di un paese, sono proprio gli uomini e le donne che ci vivono. «Questi muri sono lo sfondo più adatto per mostrare i tratti dei volti e possono diventare uno specchio per gli abitanti che guardano sé stessi - ha affermato Rossetto -. Non per autocelebrarsi, ma per ricordare che l'esistenza di ognuno è legata a quella di tutti gli altri, che la costruzione del paese è un atto voluto da un insieme di persone, e che la storia non rimane scritta soltanto sugli edifici, ma anche negli sguardi di chi porta dentro di sé la testimonianza del passato».
«Devo dire che ho avuto qualche perplessità sia come amministratore che come cittadino all'inizio del progetto, perplessità che sono state fugate immediatamente dall'entusiasmo e dalla disponibilità dimostrata dai salassesi - ha confidato il sindaco Ansinello -. E' stata una scelta amministrativa che, alla fine, non ci è costata più di uno spettacolo pirotecnico».
All'incontro hanno presenziato, tra gli altri, i consiglieri provinciali Roberto Tentoni e Franco Papotti, l'assessore regionale al Commercio Luigi Sergio Ricca, oltre, ovviamente, ad una nutrita rappresentanza di salassesi immortalati, tra i quali il decano Valentino Peccolo, 97 anni splendidamente portati.