Più territorio, meno fronzoli
IVREA. Storico Carnevale, si cambia. Radicalmente. Nel metodo e nelle intenzioni. Se poi, le intenzioni saranno capaci di diventare realtà e dare un nuovo volto a una manifestazione che ha più di duecento anni di storia, lo si vedrà alla prova dei fatti. Il sindaco Carlo Della Pepa è il primo a mettersi in gioco e ad avere avuto il coraggio di dare il via al ribaltone.
Il vicepresidente della Fondazione, Marco Candellieri, afferma di essere disponibile anche a scelte impopolari (e, sul tema, sinceramente, non è difficile), esclusivamente per il bene del Carnevale. Già, il Carnevale. Lo dice Della Pepa che la città si doveva, di fatto, riappropriare in toto della sua manifestazione più sentita. E, secondo il suo modo di intendere il dialogo e l'apertura, lo ha voluto fare coinvolgendo il più possibile le componenti. Massima apertura anche a chi si considera escluso purchè, ha precisato, si organizzi con una rappresentanza, come lo sono tutti gli altri.
Alla conferenza stampa di presentazione è stato presentato quella che, di fatto, dovrà diventare la 'Carta dei Valori" dello Storico Carnevale. Due pagine di intenti condivisi. Più valorizzazione dei momenti caratterizzanti e, di conseguenza, meno fronzoli e più coerenza nell'offerta di divertimento. Più coinvolgimento (quest'anno partono le campagne per il berretto frigio e la canzone del Carnevale) e una convinzione: ogni momento deve essere caratterizzato da una elevata qualità.
I principi ispiratori del Carnevale portano la firma - e non era mai successo - di tutte le componenti. Perchè, secondo il sindaco e Candellieri, solo coinvolgendo e facendo crescere la consapevolezza di questi principi 'dal basso" si potrà far crescere (in qualità) la manifestazione. Basta, quindi, con i comportamenti maleducati e superficiali che squalificano quello che, per stessa definizione di Candellieri «è un patrimonio immateriale di grandissimo valore».
Il compito di trasformare la teoria in pratica tocca al triumvirato ovvero Gian Piero Frigo (organizzazione), Gianni Celleghin (aspetti storici) e Barbara Bellardi (comunicazione). Il tempo è poco, le questioni da decidere e sulle quali lavorare sono tante. Già nei prossimi giorni saranno convocate le prime riunioni strettamente organizzative.
Già si sa che, per quest'anno, salta il concorso internazionale del manifesto («perchè sia internazionale bisogna almeno tradurre il bando in inglese») mentre nessuno è particolarmente affezionato al ticket di ingresso se non abbinato a un 'servizio", magari navetta più berretto frigio.