Elogio dello "smeraldo dell'orto"

MONTALTO.Elogio del cavolo verza 'lo smeraldo dell'orto".
Cosi lo definisce il sindaco Renzo Galletto, l'ideatore della Sagra, insieme con i suoi 27 produttori e l'intero paese che la sostiene.
«Del cavolo non si butta via niente, come il maiale - sostiene Galletto -. Ogni sua parte è preziosa e può essere utilizzata in cucina. Le grandi foglie esterne vanno bene per la zuppa di cavolo o per preparare gli involtini. Il cuore di questo ortaggio è adatto per le insalate, alle quali si possono aggiungere delle acciughe».
E infine 'il punto" meno nobile, il torsolo. «Può essere reso gustoso preparando l'albese di cavolo, tagliando cioè molto fine questa parte piuttosto dura, che poi va condita con olio, limone, sale e pepe. Il cavolo, a detta dei medici, è un antitumorale e dunque deve comparire spesso sulla nostre tavole. - aggiunge il sindaco -. Catone il Censore considerava il cavolo la verdura della salute, perché con le sue foglie si potevano curare ben 27 patologie. Fino agli anni '50 il cavolo è stato il cibo più consumato insieme con le rape».
Galletto continua l'elogio del cavolo facendo notare che ha pure un ruolo educativo: «La parola cavolo, come esclamazione, sostituisce spesso una parolaccia, troppo usata oggi, quando ci si arrabbia o addirittura o nell'intercalare del discorso. Da anni ormai la comunità di Montalto, tutta, ha sposato l'idea del cavolo che riesce a mobilitare e a interessare i residenti per circa una settimana. Da noi, dunque, il cavolo è diventato l'anima della socializzazione, perché riesce a portare in piazza, nelle vie, a coinvolgere nei vari momenti della sagra un po' tutti, dai bambini agli ultraottantenni, molti dei quali sono orgogliosi nel vedere risorgere un ortaggio che sembrava destinato all'estinzione. Con il cavolo - prosegue Galletto - siamo riusciti pure a realizzare un sogno e cioè quello di far salire alla ribalta della cronaca culturale e turistica italiana, il nostro paese, ora visitato da centinaia e centinaia di turisti. E per mezzo del cavolo ci è possibile proporre tanti luoghi a partire dal lago Nero, ricchi di peculiarità naturali. Il nostro smeraldo fa brillare il paese di allegria e lo fa vivere di tutte quelle idee, provenienti dai residenti, che di anno in anno arricchiscono il programma e pure la cucina».
E ancora: «Gli agnolotti ripieni di verza sono diventati un piatto che va a ruba e i nostri 'cuochi" ormai sono ricercati nelle varie feste che si organizzano in Piemonte. Elogiare il cavolo non è una esagerazione ma un modo simpatico per premiare un frutto che sta dando tanto al mio paese e che spero possa trovare un importante mercato di nicchia». (g.a.)