I vincitori parenti di chi li ha esaminati

RIVARA. Dovrà essere riconvocata la commissione per l'individuazione di tre ragazzi idonei a gestire l'Informagiovani della Comunità montana Alto Canavese. Il motivo? Due delle tre prescelte erano parenti strettissime degli stessi membri responsabili della selezione.
I candidati erano nove in totale e, ovviamente, qualche dubbio poteva sorgere sulla correttezza della procedura. Cosi, per fugare qualsiasi dubbio e mettere a tacere le malelingue, il segretario, Paolo Devecchi, ha deciso di dare il classico 'colpo di spugna" all'intera vicenda.
«Non si trattava di un concorso pubblico - spiega -, ma per eliminare qualsiasi sospetto potesse sorgere sulla correttezza della selezione effettuata ho ritenuto opportuno procedere alla nomina di una nuova commissione che sarà composta esclusivamente da membri esterni alla Comunità montana. In questo modo, la parte relativa all'esame dei curriculum e dei successivi colloqui non dovrebbe sollevare più alcuna rimostranza».
Il tutto, assicura il segretario, si svolgerà con la massima rapidità per non penalizzare né i partecipanti al bando né la partenza del servizio. Ma i candidati saranno comunque i medesimi che avevano aderito alla selezione precedente e, può darsi, che ad essere scelte saranno di nuovo le persone già individuate la prima volta.
Insomma, tutto potrebbe cambiare al termine di questa successiva tornata di nomine oppure rimanere identico nel risultato che verrà ottenuto. Del resto, se i nuovi commissari riterranno che gli stessi ragazzi selezionati precedentemente per gestire il servizio (e godere di una borsa lavoro di circa 400 euro al mese per un anno) hanno qualità e capacità per essere riconfermati, nessuno potrà obiettare qualcosa. Ma non è questo l'elemento davvero importante. Fondamentale, invece, era (ed è tutora) la garanzia della trasparenza negli atti compiuti da un ente di riferimento politico, è bene ricordarlo, per ben undici Comuni del territorio. Non da ultimo, da un ente che sta vivendo una delicatissima fase di passaggio di attribuzioni e competenze date le imminenti elezioni.
Ed, alla fine, quello che viene dalla Comunità montana Alto Canavese non è per nulla un esempio negativo di conduzione della cosa pubblica. Questo, se chi sbaglia riesce a fare pure un passo indietro, e lo fa ovviamente consapevole di quanto sia comunque grande il rischio di esporsi a facili processi alle intenzioni.
Ed infatti, senza timore alcuno per la ribalta mediatica della notizia, Devecchi dichiara: «Non c'è nulla di sbagliato nell'attenzione che i giornali dedicano a vicende come questa od altre similari. In fase di confronto, a qualsiasi livello, bisogna che chi rappresenta le istituzioni possa garantire e dimostrare comportamenti improntati alla massima trasparenza e democrazia. E' una questione di rispetto verso tutta la comunità».
Indiscutibilmente vero. Oggi più che mai.

Mariateresa Bellomo