Un intero paese in festa Colori e suoni antichi nel giorno della desnalpà
SETTIMO VITTONE.Non è solo la festa che celebra la discesa delle mandrie dagli alpeggi, la 'desnalpà", ma anche la festa della bellezza ritrovata. Lo si evince recandovisi, salendo le erte stradine che menano al castello, tra vigneti a terrazze, ville antiche e ottocenteschi giardini segreti di palme, oleandri e caratteristici quanto insoliti olivi. Il sole che riscalda il pomeriggio autunnale enfatizza i colori di stagione in lieve ritardo nel virare ai rossi e ai bruni che sanno rendere ancora più suggestivo il paesaggio. Il traffico della statale, con i suoi rumori, viene presto dimenticato, stemperato nell'accrescersi del suono di campanacci che via via si fa più vicino. Spuntano le mucche, agghindate a festa, precedute dalle note dei musici della Filarmonica Vittoria, e con loro capre, pecore, agnellini nelle sacche portate dagli asini. Sono oltre cinquecento i capi di bestiame accompagnati dai rispettivi allevatori e dai loro bambini, che percorrono i tornanti e le strade accolti e applauditi dagli indigeni e dai forestieri raccolti sui cigli. Le bovine esibiscono acconciature di fiori e nastri, coccarde colorate, campanacci antichi o moderni per lucentezza. Sarebbero ideali 'modelle" per lo scenografo milanese Piero Figura che le mucche le ritrae in parrucche settecentesche o con corone e, nei quadri, le fa volare sulle nuvole.
Il corteo entra in paese, ne percorre il cuore tra i banchi di specialità casearie e di un'estemporanea fiera d'autunno. Gli animali sfiorano, passando, la gente assiepata che batte le mani, i bambini con gli occhi spalancati, meravigliati nello scoprire che mucche e capre non esistono solo nei cartoni animati di Heidi.
Anche gli adulti paiono contenti, avvertono intimamente che c'è ancora un 'verde Canavese", che alpeggi e alpeggiatori esistono ancora e preservano con sacrificio non indifferente la salute della montagna. La natura non è stata tutta cancellata dal cemento e il suo sapore chiunque potrà ritrovarlo nel burro e nei formaggi.
Con il loro ottimo lavoro, Pro Loco e Margari di Settimo Vittone ricordano anche quest'anno che la civiltà, non solo contadina, non è morta. (fr.fa.)