Tre vincitori al ‘Nigra'

CASTELNUOVO NIGRA.Sono tre le opere vincitrici ex aequo della 6ª edizione del 'Premio Nigra". La cerimonia di premiazione si terrà il 21 novembre nelle sala consigliare di Castelnuovo Nigra. La giuria, presieduta da Antonino Buttitta, ha conferito il primo premio alla palermitana Gabriella D'Agostino (autrice del libro 'Forme del tempo. Introduzione a un immaginario popolare"), ai torinesi Paola Sibilla e Valentina Porcellana (autori di 'Alpi in scena. Le minoranze linguistiche e i loro musei in Piemonte e Valle d'Aosta") e ai teramesi Daniela Piazza e Gianfranco Spirilli (autori di 'Il paese di mezzo. Storie di vita e fotografie familiari e Intermesoli".
Al grande regista italiano Ermanno Olmi sarà assegnato il premio Antropologia e Letteratura. Il premio intitolato a Roberto Leydi è stato vinto, ex aequo, da Maurizio Agamennone, autore del volume 'Varco le soglie e vedo. Canto e devozioni confraternali nel Cilento antico", e a 'Il canto popolare ladino nell'inchiesta: Das Volkslied in Osterreich (1094-'15)", curato da Fabio Ciocchetti, Chiara Grillo, Barbara Kostner, Roberto Starac, Paolo Vinati e Silvana Zanolli.
Il premio speciale della giuria è stato attribuito all'antropologo francese Marc Augè; il premio di antropologia visiva, alle opere 'Crepitio di roghi. Una notte di marzo" di Ottavio Cavalcanti, e a 'Il canto scaltro" di Michele Mossa e Michele Trentini. Il premio antropologia a alimentazione è andato al testo 'Storia del peperoncino" di Vito Teti. Il premio testimoni della tradizione, ancora ex aequo, ha visto vincitori Angelo Sirico e Ettore Guatelli. L'imprenditore collerettese Sergio Peila si è aggiudicato il premio della tradizione canavesana, intitolato a Stefano Comino; Federico Bobbio, quello per la tesi di laurea.
Infine, la classe terza della scuola primaria 'Costantino Nigra" di Colleretto Castelnuovo ha vinto il premio scuola e tradizioni con 'Uno sguardo al passato: gli oggetti raccontano". Sotto la guida delle insegnanti Franca Malano e Mirella Nabot gli alunni della 'Nigra" hanno raccontato le origini e l'utilizzo di cinque oggetti trovati nell'aula dell'ex scuola di Villa Castelnuovo: lo scaldino, i lumi, la 'marca" da burro, il ferro da stiro e la scodella rossa. Tra le opere segnalate dalla giuria vi sono il volume del madrileno Manuela Mandianes e la tesi di laurea di Davide Matta 'Territorio, grande impresa e innovazione: il caso Olivetti". Per i testimoni della tradizione, segnalati i racconti di due anziane filoire vissute a Villate di Mercenasco, Nonna Caterina e zia Felicina Rassa di Colleretto Castelnuovo.
d.r.