«Mettiamo in sicurezza la Busano-Front»
BUSANO. Ed ora, dopo le lacrime, è il tempo delle polemiche. «Per la Provincia - riferisce il sindaco di Busano, Gianbattistino Chiono -, la messa in sicurezza della Busano-Front è ridurre le corsie ad un senso di marcia. Io sono contrario».
«Non è cosi che si risolve il problema - osserva il primo cittadino -. Gli automobilisti possono sorpassare e svoltare, e lo fanno anche se c'è la striscia continua. Io chiedo invece che rimangano le due corsie ma che si metta uno spartitraffico in mezzo. Solo in questo modo si avrà la sicurezza di cui c'è bisogno. E per quanto riguarda gli accessi, un'altra annosa questione, credo che la soluzione sia a portata di mano. Alla luce di quanto avvenuto, ho chiesto un altro sollecito incontro. Spero che da Palazzo Cisterna lo siano altrettanto. Non vogliamo un altro incidente come quello che ci ha portato via Debora».
Debora, già. C'era tutto il paese, lunedi pomeriggio, a dare l'addio alla giovane estetista. Un funerale straziante, con la presenza di moltissimi ragazzi, che hanno voluto testimoniare con la loro partecipazione la vicinanza alla famiglia. Stracolme Piazza San Tommaso e la centrale via di Busano. Tanti giovani, certo, ma anche adulti, e tutti con le lacrime agli occhi.
L'attesa del feretro è avvenuta in silenzio, che si è tramutato in dolore lancinante quando è comparsa la bara, bianca come le rose che la ricoprivano. Un clima surreale, vissuto già poco prima dagli amici più intimi, che nel cortile di casa della famiglia Somma, cosparso di petali di rose, hanno voluto stringersi idealmente ancora una volta accanto alla ragazza dolcissima, sorridente, che hanno imparato ad amare. Il vento che soffiava ininterrottamente ha fatto il resto, in quel turbinio di bianco accecante che più che a una giornata d'autunno sembrava ricordare l'estate, ormai lontana.
Quando è spuntato il furgone, nei pressi della chiesa di San Tommaso, spontaneo si è levato un lungo applauso. E il cuore di chi sino ad allora si è era trattenuto è andato in frantumi. Boccioli sul sagrato. Anche se per mamma Giovanna, papà Tonino, la sorella Sabrina e il fratello Alfonso, quello più bello è quello che è sfiorito, un mattino maledetto, su una strada maledetta.
Impraticabile San Tommaso, davvero troppo piccola per accogliere tutti. E ragazzi smarriti (a cui la vita, questa volta, ha regalato una prova durissima da superare) che su di uno striscione hanno voluto dire a Debora, semplicemente 'Non ti dimenticheremo mai". Lo stillicidio di emozioni è continuato per tutta la durata della funzione. Le parole di speranza, di conforto, in situazioni simili, rischiano davvero di perdersi nel vento che fuori ha continuato a soffiare, senza un attimo di tregua.
Il triste corteo, con in testa la bara bianca, uscito dalla chiesa è poi proseguito per il cimitero, dove è avvenuta la tumulazione. Ma Debora non muore nei cuori. Sono e saranno giorni terrificanti, ma quel sorriso non potrà spegnersi. Sopravviverà. Come l'amore. Che sopravvive sempre.