Miasse, sapore antico del territorio
TAVAGNASCO. Non c'è stato spazio per le polemiche e le rivendicazioni di campanile alla prima Sagra della Miassa. La diatriba sulla paternità della manifestazione aperta alla vigilia della festa dal vicesindaco di Quincinetto, Fabrizio Bernabé, non ha attecchito. Diverse centinaia le persone in coda per assaporare le prelibate miasse preparate sin dal pomeriggio.
Agostino Rao, presidente dell'associazione Territorio e Tradizioni, promotore della sagra è soddisfatto: «Le polemiche non ci interessano, il clima è positivo, c'è tantissima gente».
Mani esperte. E una conferma del successo della festa è dato dall'imponente numero di miasse preparate per soddisfare il palato dei numerosi golosi giunti anche dalla vicina Valle d'Aosta per assaporare la specialità di casa accompagnata da salignun, cotechini e marmellate. A prepararle, cinque instancabili volontari. Piermario Tuzziol, di Baio Dora, ha accolto l'invito degli organizzatori assieme all'amico Oliviero Oberto, di Lessolo. Come si prepara dunque una miassa? «Segreti non ce ne sono, bisogna provare e avere tanta pazienza - spiega Piermario -. Ognuno ha il suo modo di tirare la pasta sul ferro». L'idea di questa sagra? «Sicuramente ottima» conclude. Maddalena Balla, di Tavagnasco, è una decana nella preparazione delle miasse: «Ho imparato dai miei genitori tanti anni fa e non ho più smesso» racconta. Accanto a lei, al fornello c'è Irene Giovanetto. Nessuna guerra tra paesi dunque? «Io sono di Quincinetto e sono venuta volentieri; mi sembra una bella idea» risponde. Giovanna Girodo Angelindi Tavagnasco. Da lei giunge un accorato invito: «Speriamo riescano a fare una scuola delle miasse. Io sono disponibile ad insegnare a farle perché servono giovani che portino avanti la tradizione; noi ormai siamo vecchi». Dietro l'arte nel cucinare le miasse, non c'è solo l'ingegno di chi sta ai ferri, ma anche di chi i ferri li produce. Come nel caso di Gottardo Franchinoe Ermis Vairos, che hanno dato prova della loro bravura in occasione della festa di sabato.
l convegno.Interessante è stato anche il momento di approfondimento offerto dal convegno sul futuro della miassa. Il sindaco Giovanni Franchino ha glissato le domande sulla querelle con Quincinetto e puntato l'attenzione sulle peculiarità di questo prodotto che unisce i paesi posti sulla destra della Dora Baltea, da Quincinetto a Quassolo. Il docente dell'università di Torino, Alessandro Bonadonna, ha ripercorso invece le origini del prodotto cogliendo le affinità che si trovano in realtà vicine al Canavese, come nel caso delle miacce della Valsesia e delle miasce del Biellese. Ognuna però con le sue specificità. Da più parti poi è giunto l'invito a superare le divisioni per compiere un comune cammino utile a valorizzare al massimo il prodotto. Sicuramente si tratta di un invito che merita ascolto e considerazione.
Amelio Ambrosi