«Tunnel del Crist, nessun rischio»

IVREA.Ed ecco le domande che abbiamo rivolto all'assessore Codato sul progetto del tunnel sotto il Crist.
Perché del progetto si parla solo ora, nonostante il suo iter risalga a oltre dieci anni fa?
Quest'amministrazione ha convocato in più momenti committenti e progettisti per comprendere meglio la natura del manufatto. Il procedimento non è stato 'tenuto nascosto" dalla Provincia, come comprovato dalla pubblicazione, nell'aprile 2002, sul Bollettino Urbanistico Regionale, dell'avviso al pubblico recante la notizia dell'avvenuto deposito degli elaborati. Il progetto quindi è rimasto a disposizione, per la consultazione da parte del pubblico, per 30 giorni, e su di esso non sono pervenute osservazioni.
Perché sono stati realizzati tre progetti, due dei quali non contemplerebbero il tunnel, mentre il terzo si, cioè quello da realizzare, che parrebbe piuttosto dispendioso rispetto agli altri?
Le valutazioni sulle diverse ipotesi progettuali sono contenute nella documentazione, dalla quale si evince che la scelta è caduta su quella col tunnel perché meno impattante e per la miglior resa nella produzione di energia.
Perché per l'esproprio si parla di 'pubblica utilità", quando è una ditta privata che compie l'intervento?
La legislazione nazionale stabilisce che l'attività di produzione di energia elettrica è di pubblico interesse, ed è cosi dichiarata di pubblica utilità. Anche in questo settore la Società ha ottenuto i dovuti permessi per procedere.
La zona del Crist posa su una massa di diorite e pertanto l'uso dell'esplosivo potrebbe essere costante e non occasionale come prevede l'Idropadana. E' vero?
La documentazione precisa che per la realizzazione della galleria di scarico si prevede l'impiego in una prima fase di una fresa per lo scavo del foro guida (dal lato dell'imbocco) e, successivamente, di esplosivi per il completamento dello scavo. Questo in un arco di tempo pari a 6 mesi, durante i quali 60 giorni lavorativi dovrebbero essere quelli previsti per l'uso degli esplosivi. Prima entrerebbe la fresa, poi si attiverebbero le microcariche, poi si asporterebbe il materiale, e poi si ripartirebbe con l'esplosivo. Quindi l'uso sarebbe costante, ma non continuativo.
Il complesso residenziale I Gelsi posa su una torbiera e per dargli stabilità sono stati infissi nel terreno pali per diverse decine di metri di profondità. Scavi e vibrazioni potrebbero provocare danni a queste strutture?
Questo specifico aspetto verrà di certo approfondito in un colloquio tra progettisti e residenti.
Pare che sia stato compiuto un solo carotaggio, per un tracciato di oltre 800 metri. E' vero? E che cosa emerge da questa verifica?
La relazione dello studio di impatto ambientale riporta che è stato eseguito un unico sondaggio geognostico a carotaggio continuo, spinto fino alla profondità di 45 metri. Questa operazione ha evidenziato come le caratteristiche geostrutturali e geomeccaniche dell'ammasso esaminate rendono possibili le tradizionali metodologie di scavo, che prevedono l'utilizzo dell'esplosivo e garantiscono la sicurezza dello scavo stesso. L'ammasso roccioso è di buona qualità, e pertanto i lavori per costruire la galleria (che avvengono ad una profondità ragguardevole di circa 36 metri), non provocheranno ripercussioni negative, cioè cedimenti sulle strutture residenziali, insediate in superficie.
Mi dica una o più ragioni che giustifichino la realizzazione dell'opera.
All'Amministrazione preme innanzitutto il benessere dei cittadini, e quindi non intendiamo certo approvare progetti che lo possano pregiudicare. Un impianto di produzione di energia pulita, in quantità tale da coprire l'intero fabbisogno delle famiglie di Ivrea e del circondario, è sicuramente un elemento positivo. Comporterebbe una notevole riduzione delle emissioni di CO2, che viene prodotta da strutture termoelettriche come la centrale di Crescentino. Ha dunque una sua validità in termini di ricadute sull'ambiente, e questa è la ragione principe. Naturalmente la sua realizzazione non può e non deve comportare danni ai cittadini. (g.a.)