Ecco le Priorate belle tradizioni quasi scomparse
PAVONE. E' stata scattata intorno agli anni Venti la splendida fotografia raffigurante Maria Anselmo nel sontuoso abito da Priora, ricamato e corredato da un lungo strascico e da un copricapo ricco di piume, fiori ed aigrettes. Accanto a lei, su un tavolino, è l'atzeint, detto anche ‘carità', un'altissima piramide di fiori che, seguendo un'antica tradizione locale, avrebbe portato sul capo.
Questo avveniva durante la processione, in sostituzione simbolica dei cesti recanti il ‘pane dei poveri'.
Ogni anno, a settembre, come ricorda Pietro Ramella nel suo libro 'Pavone, antica comunità nel Canavese" «venivano nominati un Priore e due Priore i quali, protagonisti assoluti della festa patronale, avevano il compito di organizzare le celebrazioni, dalle messe solenni al grande pranzo, dai vespri ai ricevimenti in casa». Ai Priori toccavano inoltre, durante l'anno in cui erano in carica, piccoli lavori a favore di una chiesa, confraternita o associazione religiosa, mentre le Priore dovevano accollarsi l'acquisto di tovaglie per la chiesa e avevano l'obbligo di fare il bucato per la parrocchia. Maria Anselmo, impiegata comunale a Ivrea, era l'amatissima madrina del sindaco, Maria Aprile, che volentieri ha accettato di condividere con tutti la sua preziosa fotografia, a ricordo delle priorate, tradizioni ormai quasi del tutto scomparse.
Non si è invece persa la magia della festa patronale che puntuale, l'8 settembre ‘e dintorni' torna ogni anno a vivacizzare la comunità residente ai piedi del castello d'Andrade. Molti si chiedono, cadendo sant'Andrea il 30 novembre, perché i festeggiamenti in suo onore siano anticipati di circa tre mesi e nel giorno in cui si ricorda la Natività della Vergine. Non è possibile, purtroppo, fornire una risposta esatta al quesito: tutti i documenti, infatti, anche quelli più antichi, riportano di festeggiamenti nel mese di settembre. L'ipotesi più credibile resta comunque quella secondo cui i pavonesi preferirono anticipare a un clima più mite le feste in onore del patrono, cosi come già era accaduto ad Ivrea per San Savino, un tempo festeggiato a gennaio.
Franco Farnè