‘Moro': restyling parziale. Ed è già polemica

RIVAROLO.Suonerà la campanella, il prossimo lunedi 14 settembre, all'Istituto 'Aldo Moro" di Rivarolo Canavese. Alle 8,30 per le classi prime della sezione scientifica; alle 9,30 per quelle della sezione tecnica, e alle 9,20 per tutte le altre. Anno scolastico nuovo certamente, ma problemi vecchi. Alla struttura dell'edificio, in particolare. Perché nonostante le continue sollecitazioni da parte del preside, Gian Michele Cavallo, la Provincia non ha ancora annunciato il passaggio alla fase operativa del tanto atteso restyling del complesso scolastico cittadino. Opere promesse quelle e già stanziate due anni fa nel piano triennale di interventi per garantire il necessario decoro e confort per gli utenti negli edifici scolastici del territorio. Rivarolo compreso.
«A giugno c'è stato l'ultimo sopralluogo da parte dei tecnici della Provincia - ribadisce il preside del Moro -, ma non ha portato concretamente a nulla». Vero è che venerdi scorso qualche lavoretto di manutenzione straordinaria è stato effettuato nell'istituto. «Si, ma si è trattato solo di interventi all'impianto di riscaldamento - puntualizza Cavallo -. Sono state messe delle valvole termoregolatrici per assicurare il risparmio energetico e sono stati riparati dei guasti alle pompe. Tutto qui».
Ciò che più preme al preside dell'istituto, in effetti, è altro. In primis, eliminare le barriere architettoniche che non consentono agli allievi con problemi di deambulazione di accedere agevolmente a tutti gli spazi. «C'è un corridoio interno che collega le varie parti dell'edificio, ma ha tre scalini. Dovrebbero essere eliminati e sostituiti da una rampa. Basterebbe quello per agevolare i portatori di handicap» tuona Cavallo.
La questione non è di poco conto. A quanto pare va bene solo se non c'è brutto tempo, perché chi è costretto a muoversi in carrozzella passa dall'esterno per recarsi, ad esempio, ai vari laboratori della scuola. Ma se piove quel corridoio di collegamento interno non possono utilizzarlo proprio a causa dei tre gradini. Una barriera minima sulla carta, ma che diventa insormontabile nella pratica per chi già tutti i giorni di problemi ne deve affrontare. E non pochi. (mt.b.)