Congedo tra gli applausi

CUORGNE'. Ci sono figure che passano ed altre che restano, lasciando segni. E, indubbiamente, quella di don Paolo Perolini continuerà a rimanere impressa a lungo nel cuore e nella mente dei cuorgnatesi. Tanta gente, giovani e meno giovani, l'amministrazione comunale, le associazioni, non hanno voluto mancare ieri mattina, domenica, alla festa di saluto. E ringraziamento.
Attimi di commozione sincera, lacrime e scroscianti applausi, hanno contrassegnato la funzione di congedo di don Paolo, svoltasi in una chiesa gremita all'inverosimile. In questi anni, d'altronde, il 'don", con il suo carattere aperto e gioviale, ha saputo farsi stimare ed amare come pastore zelante ma anche come amico fraterno.
Sono stati nove anni intensi quelli trascorsi da don Paolo a Cuorgnè, nei quali il sacerdote è stato un autentico punto di riferimento, sempre disponibile a condividere gioie e dolori dei suoi parrocchiani, che ha spronato, incoraggiato ad andare avanti, a guardare al futuro con ottimismo, nella certezza che 'il Signore ama tutti", anche, e forse, soprattutto, per i limiti e le umane paure che ciascuno di noi serba nel più profondo del cuore.
«I canavesani all'inizio ti scrutano un pò, ti fiutano. Però, poi, ed io ho avuto modo di sperimentarlo direttamente, hanno un grande cuore, che sa spalancarsi - ha detto il religioso nell'omelia -. In questi mesi, ho potuto toccare con mano la fatica di questo distacco. Ma noi non ci separiamo, ciò che si vive nel Signore non lo perderemo mai. Io, da Savigliano, mi sentirò in comunione con voi e voi con me. Questo ci dà consolazione, forza, speranza. A tutti voi va il mio grazie sincero. E' molto più quello che ho ricevuto di quello che ho dato».
Toccante l'indirizzo di saluto del consiglio pastorale, letto da Maria Grazia Pezzetto, in cui è stata sottolineata la spiritualità viva e profonda di don Paolo, la sua devozione alla Madonna della Rivassola, lo slancio del suo impegno a favore delle giovani generazioni, in particolare al campeggio di Ceresole: «Grazie don Paolo per averci voluto bene, per l'affetto sincero, per la tua attenzione, la tua delicatezza ed anche per la determinazione con la quale ci hai ripresi quando abbiamo sbagliato».
Un riconoscente ringraziamento anche nelle parole del sindaco, Giancarlo Vacca Cavalot 'per la testimonianza e la dedizione alla nostra comunità" e l'omaggio di un quadro in rame raffigurante le torri medievali, simbolo di Cuorgnè. Tanti i regali consegnati al parroco, tra cui un mosaico raffigurante l'effigie della Madonna di Rivassola, appositamente ideato in lunghe settimane di lavoro dal gruppo dei chierichetti della parrocchia, ed una campana costruita dalla stessa ditta che ha realizzato le campane poste sul campanile della chiesa di San Dalmazzo.
La comunità parrocchiale cuorgnatese accompagnerà don Paolo nel suo ingresso a Savigliano venerdi 18 settembre, dove gli è stata affidata la cura delle chiese di Sant'Andrea e san Pietro.
Chiara Cortese