Zero: «Cosi subiamo le conseguenze della ‘scuola dei tagli' della Gelmini»

IVREA. «I disagi, sul piano organizzativo e, purtroppo, su quello didattico, ci sono tutti e troppi. Non è certo colpa dei presidi se richieste e aspettative dei genitori non trovano soddisfazione nella nuova 'scuola dei tagli"».
«La scuola voluta del ministro Gelmini». E' il commento di Nicolò Zero,dirigente scolastico della media statale 'Da Vinci" di Ivrea.
«Per quest'anno - precisa Zero - il problema da noi non si pone, in quanto i genitori si sono orientati per il tempo prolungato, e questo ci ha consentito di garantire il servizio mensa, anche se sulla carta non ne avrebbero diritto, alle due classi di tempo normale della succursale di via S. Nazario, che comunque dovranno fare due rientri pomeridiani di 3 e di 2 ore, mentre per il tempo prolungato i pomeriggi obbligatori saranno tre».
Secondo Zero, i condizionamenti della riforma Gelmini sono incontestabili «e sotto gli occhi di tutti, a partire dalla scomparsa delle attività opzionali che tanto gradimento ed entusiasmo registravano tra i nostri studenti. Nella corsa al risparmio a tutti i costi - osserva Zero -, si commettono errori, poi, che semmai portano ad un aggravio della spesa: vedi la questione delle ore di insegnamento, che non saranno più di 50 ma di 60 minuti, e questo non ci permetterà più il recupero di ore da utilizzare per sostituzioni o sostegno, andando quindi a pesare e sullo straordinario e sulla didattica». (p.b.)