La magia di un ricordo ne "La Rosa Bianca"

IVREA. 'La Rosa Bianca" è il titolo di una breve ricerca che Enrica Traversa dedica al Borghetto, in occasione della sua festa. Enrica spiega ciò che Francesco Carandini, in 'Vecchia Ivrea" scrisse, a proposito degli antichi alberghi cittadini.
'I luoghi nei quali a Ivrea, circa il 1830, si potevano trovare rolantine e cavalli per pubblico servizio erano ventitrè, e fra questi si trovano annoverati i seguenti alberghi: del Sole, della Corona grande, della Pernice, dello Scudo di Francia, del Leon d'oro, dei Tre fiori di giglio a Porta Caldare, della Rosa rossa e della Rosa bianca". Di alcuni il Carandini cita anche l'ubicazione: «Alcuni di questi alberghi - sottolinea Enrica Traversa - sono tuttora esistenti, altri individuabili circa l'edificio che li ospitava, ma della Rosa bianca e del luogo ove fosse ubicata nulla si sapeva».
«Il caso - continua - mi ha portata a colmare questa piccola lacuna, poiché i proprietari di tale albergo sono risultati essere le stesse persone che possedevano anche la casa in cui vivo, in via Miniere, oggetto di una mia recente ricerca presso l'archivio del Comune». E cita: «Proprio tra i documenti li conservati ho potuto leggere queste righe: 'Parrocchia di S. Grato. Borghetto. Contrada verso la Cittadella, oberge della Rosa bianca. Zotto Giuseppe fu Luca anni 69, obergista casa propri. Segue l'elenco dei familiari e delle persone a servizio». L'ubicazione della Rosa bianca è rintracciabile anche sulla Pianta della città d'Ivrea, eseguita nel 1789.