Tracce preistoriche nei boschetti

FIORANO. Leva lo sguardo alla collina di Cordola, prima di incamminarcisi, il sindaco Laura Fogliato, indicando il grande affioramento roccioso che, nella parte occidentale del territorio, sovrasta imponente il paese. «E' il luogo che preferisco - spiega il primo cittadino di Fiorano -. Un luogo splendido non solo in termini paesaggistici, ma anche naturalistici e storici».
Il sogno è quello di vederlo, un giorno, rivalutato e riqualificato. Per riassumere l'importanza della collina Cordola, il sindaco cita lo storico Pietro Ramella, autore di una interessante monografia intitolata ‘Fiorano nel Canavese': «Sulle sue balze rocciose, con vigneti, piccole radure erbose e boschetti, sono state rinvenute numerose testimonianze sparse di attività umane di epoca preistorica. Si tratta di piccoli segni e incisioni sulle rocce, percepibili solo dall'occhio preparato di un archeologo, che comunicano la presenza dell'uomo già a partire dal Neolitico medio».
E ancora il testo di Ramella dissolve un dubbio legato alla toponomastica: «Mentre sulle carte medioevali la rupe è denominata monte Cordola o Fiorentino, nei tempi moderni si fa distinzione tra i due territori. Monte Fiorentino, vicino al paese di Fiorano e meno alto, ospita la chiesa di san Grato e il vecchio cimitero; è staccato da monte Cordola (più vasto e più alto), ove si trovano la Cascina di Cordola, i ruderi dei muri di cinta del ‘Castlass', l'antico castello, e i basamenti della chiesa di San Salvatore».
«I ruderi, il romantico cimitero di Fiorentino, le strade, i viottoli sterrati, i campi, le vigne, le rocce: il complesso della Cordola è stato, nell'infanzia, il ‘Paese dei Balocchi' delle mie vacanze estive, ospite della nonna fioranese - ricorda il sindaco Fogliato -. Oggi, quegli stessi luoghi, ancora intatti nel loro fascino incantato, li percorro in lunghe passeggiate accompagnata da Smilla, il mio golden retriever, che può lanciarsi libera in corse forsennate. Una serie di mulattiere e sentieri si intrecciano a una strada centrale asfaltata e si possono raggiungere Loranzè Alto o Alice, oppure scendere a Lessolo, tra interessanti essenze arboree, erbe profumate e piante grasse di ogni varietà sporgenti tra le pietre dei muri a secco. E panorami bellissimi come quello che si gode dal belvedere di fronte alla chiesetta di San Grato, al Fiorentino».
«Tutt'attorno - prosegue entusiasta nel suo racconto il primo cittadino - il silenzio dei campi e delle vigne: un'autentica panacea per lo spirito e la mente».
«Sono luoghi di cui vorrei che i fioranesi si riappropriassero, anche grazie a qualche iniziativa, magari eleborata in collaborazione con la nostra valida e fattiva Pro loco - conclude il sindaco Laura Fogliato -. Tra i progetti dell'amministrazione c'è, comunque, anche quello di procedere alla loro riqualificazione, all'arredo di alcuni punti e a un'adeguata segnaletica per indicare i percorsi possibili e più affascinanti di questo angolo del Canavese».
Franco Farnè