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Carnevale di Ivrea:
svolta necessaria

Mi permetto di sottoporre all'attenzione dei lettori alcune riflessioni in merito alla recente decisione dell'amministrazione comunale eporediese di sciogliere il Consorzio per l'Organizzazione dello Storico Carnevale di Ivrea a favore di una Fondazione, con un rinnovamento di intenti e di persone.
Il carnevale di Ivrea ricopre un ruolo oggettivamente rilevante nell'economia dell'intero territorio canavesano. E' sotto gli occhi di tutti che sia necessaria ormai una svolta nella gestione del nostro carnevale. E' fondamentale puntare l'attenzione su alcuni temi importanti, primo fra tutti l'accoglienza turistica. Ivrea e tutto il Canavese devono diventare una meta ambita non solo durante lo svolgimento degli eventi ma per tutto l'anno, attraverso l'attuazione di politiche promozionali e di ricettività di un territorio ricco di storia, di cultura, di tradizione. Va poi ripensata l'organizzazione di alcuni momenti spettacolari del Carnevale, dove le componenti storiche si fondano con quelle popolari in un unico canovaccio.
Vanno rivisti e proposti progetti culturali importanti, mostre, eventi, che rimangano in città tutto l'anno, come cartoline di un carnevale che non finisce mai. Penso al Concorso del Manifesto, penso ad un investimento mediatico sulle componenti storiche del carnevale, penso al rilancio dell'eno-gastronomia o al valore strategico degli aranceri, che con i loro colori e la loro unicità esportano il Carnevale nel mondo.
Il nostro Carnevale è ormai conosciuto in tutto il mondo, accanto quindi ad attività promozionali rivolte oltre confine, sarebbe utile dirottare risorse e strategie per rendere la città un 'carnevale a cielo aperto" dove sia possibile rivivere la manifestazione attraverso immagini, racconti, oggetti, colori, suoni, per tutto l'anno e non solo nei giorni clou.
Daniele Salvaggio

Piena solidarietà
al difensore civico

In riferimento alle dimissioni del difensore civico, desidero esprimere un pubblico ringraziamento per l'ottimo lavoro svolto dall'avvocato Franca Vallino e manifestare piena solidarietà per il suo operato, in riferimento al quale intendo proseguire con un lavoro di analisi e verifica. Nell'agire a sostegno della chiarezza dell'informazione e dell'accertamento della correttezza di ogni azione intrapresa da qualsivoglia Amministrazione, spero di fornire una risposta anche alla comprensibile delusione di un cittadino, che la settimana scorsa si è rivolto alla stampa per manifestare la sua amarezza nei confronti di tutti quegli amministratori che in nome della pubblica utilità impongono scelte 'inattaccabili dal punto di vista formale ma che da quello sostanziale vengono condotte in modo scaltro e sotterraneo". A quel cittadino, al difensore civico Franca Vallino e a tutti coloro che si battono per una politica 'diversa", noi dell'IdV dedichiamo tutto il nostro impegno a stare fuori dal coro ogni volta che sarà necessario: il loro pensiero e il loro desiderio di vivere in una città amministrata all'insegna della chiarezza e dell'efficienza si traduce per noi in preciso impegno politico.
Enzio Pagani

Sul senso unico
in via Marini

La controversa questione del senso unico di via Marini a Borgofranco d'Ivrea merita una riflessione e contestualizzazione (antropologica?).
1. Il senso unico costituiva anche un modo per insegnare ai bambini che la scuola può essere raggiunta a piedi.
2. Permettendo loro di sfuggire, per mezz'ora, al controllo ossessivo e all'iperprotezione degli adulti, favoriva la crescita della sicurezza in sè e la socializzazione fra coetanei.
3. In un paese che avrà un'estensione di un paio di km. le persone si spostano sempre in auto, cosa che riduce la socialità e aumenta l'inquinamento. Quindi il senso unico costituiva una spinta ambientalista.
4. All'indomani della delibera del senso unico, l'unico commerciante della zona ha subito raccolto una petizione per abolirlo. E' l'atteggiamento che avevano (e alcuni hanno tuttora) molti commercianti delle città prima di capire che il passaggio pedonale facilitato stimola gli acquisti.
5. Questi comportamenti dimostrano la totale incapacità a ragionare in termini che superino gli immediati interessi individuali e le strumentalizzazioni politiche. Due aspetti che fanno un danno enorme alla nostra civiltà, creando, come è già accaduto, conflittualità e violenze, basate sull'ignoranza e sull'arroganza.
6. Si può far notare il totale infantilismo di chi si propone classe dirigente e che ha cancellato subito (era già finita la conta dei voti?) il senso unico per dimostrare (troppo facile!) efficienza e adempienza con un provvedimento miserando, privo di significato e che rinuncia a un senso 'di prospettiva" più allargata.
7. Siamo sicuri che l'incapacità (e questa è generale) a ragionare e discutere in termini diversi, visto che il modernismo e lo sviluppismo sono superati, come ci ricorda Barack Obama, crea un abbassamento di civiltà.
Un abitante di Borgofranco