Cuorgnè, due arresti per estorsione

CUORGNE'.Un furgone bianco, dentro venti casse di 'Veuve Clicquot San Pietroburgo". Per una giornata speciale, una festa di nozze.
A bordo del furgone due uomini, Bruno Iaria, 43 anni, di Cuorgnè e Cosimo Capece, classe 1956, residente a Torino. I carabinieri li fermano e li arrestano. L'accusa: estorsione. Le casse di champagne sono appena state ritirate da un ristoratore. E' martedi, è da poco passata l'una.
Due giorni dopo, il gip Lorenzo Audisio firma la convalida. Iaria (avv. Ferdinando Terrando) resta in carcere, Capece (avv. Vito Carretta) finisce agli arresti domiciliari. Capece è il datore di lavoro di Iaria, lo champagne sarebbe forse servito per il brindisi del matrimonio della figlia. I due uomini smentiscono che le casse di champagne siano il frutto di un'estorsione. Per loro è stato un semplice favore fatto da chi, come il ristoratore, poteva acquistare a un prezzo conveniente tutto quel vino pregiato per la festa.
Le indagini raccontano un'altra storia. Raccontano che le venti casse erano appena state caricate in un ristorante di Cuorgnè. Che erano state 'ordinate" a fine giugno, champagne di buona qualità, altrimenti, per il ristorante, ci sarebbe stata una spedizione punitiva. Ed è sempre lo stesso ristoratore a dire carabinieri che le casse di champagne erano solo l'ultima di una serie di richieste di denaro di Iaria. Ha spiegato di aver conosciuto Iaria un anno prima e che questo gli aveva offerto protezione e ogni tanto passava a riscuotere. A volte, nel racconto del ristoratore, si presentava personalmente altre no. Con amici si sedeva anche al ristorante, per mangiare.
Davanti al giudice, Iaria ha negato di aver mai avuto soldi dal ristoratore in cambio di protezione. Lo champagne era un favore, punto e basta.
E non è tutto. La perquisizione dei carabinieri a casa Iaria ha permesso di ritrovare tre pistole con matricola abrasa e munizioni. Per questo, Bruno Iaria dovrà rispondere anche di detenzione illegale di armi.
Le indagini, intanto, vanno avanti. In queste settimane i carabinieri stanno effettuando alcune verifiche su alcuni commercianti di Cuorgnè. Secondo alcune indicazioni anonime, ma piuttosto precise, nei nomi e nelle dinamiche, arrivate ai carabinieri sembra a pagare con regolarità sia più di uno.
Difficilissimo, però, è scalfire il muro di omertà e paura. (ri.co.)