Lutto cittadino (e polemiche) per La Scala

BOSCONERO.Lutto cittadino, folla e commozione, sabato pomeriggio, a Bosconero, ai funerali di Massimo La Scala, il vigile del fuoco volontario morto in un incidente. A rendere omaggio alla salma un picchetto d'onore dell'Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Volontari e numerose autorità civili, religiose e militari.
Sull'incidente che ha stroncato la vita di Massimo La Scala (27 anni), vigile volontario in servizio a Bosconero, sono state aperte due inchieste. E dalla caserma centenaria di Bosconero con il dolore, scatta anche l'orgoglio. I volontari reagiscono e pensano alla tutela della famiglia del povero Massimo che a Volpiano lascia una moglie e due figli in tenera età: Christian di tre anni e Asia di tre mesi.
«Partendo dalla vicenda di Massimo - dichiara Fabio Marangoni, segretario generale dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco Volontari, in forza a Bosconero - ribadiamo la nostra preoccupazione per la questione previdenziale dei Vigili del Fuoco Volontari. Rispetto ai vigili permanenti, con cui condividiamo parità di doveri e responsabilità - continua Marangoni -, noi abbiamo minori tutele. In caso di morte o di invalidità dei volontari, infatti, le famiglie percepiscono soltanto un rimborso assicurativo stabilito dal Ministero in base alla contribuzione».
«E' dal 2001 - incalza Gino Gronghi, presidente nazionale dei Vigili del Fuoco Volontari - che ci battiamo per ottenere identica tutela rispetto ai vigili effettivi. Da tredici mesi cerchiamo di incontrare il Ministro degli Interni. Nessuno ci dà retta». Intanto a muoversi è l'assessore regionale alla protezione civile, Luigi Ricca, che ha richiesto un impegno concreto per sostenere nel tempo la famiglia di La Scala.
Lydia Massia