CINEMA E FILM ‘Vincere', un segreto di Mussolini
Marco Bellocchio, uno dei registi che hanno anticipato le inquietudini e la contestazione negli anni intorno al mitico Sessantotto, nei film successivi ha denunciato la crisi delle istituzioni. Ora con Vincere (all'ABCinema), unica pellicola italiana in concorso al recente festival di Cannes, affronta invece un episodio sconosciuto della nostra storia: uno scandalo che riguarda la vita privata e pubblica di Benito Mussolini, il Duce del fascismo.
Negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, Mussolini (interpretato da Filippo Timi), è un brillante giornalista e direttore dell'Avanti, il quotidiano socialista, pacifista, che conduce una battaglia contro il conflitto armato, conosce Ida Dalser (Giovanna Mezzogiorno), ragazza trentina emancipata e benestante. I due s'innamorano, fanno un figlio, Benito Albino, si sposano nel 1914, lei gli offre tutto perché possa fondare un nuovo giornale, 'Il popolo d'Italia". Benito cambia opinione, diventa interventista e opportunista, anche dal punto di vista religioso: da ateo a clericale, tanto da essere definito dalla Chiesa, più tardi, 'l'uomo della Provvidenza".
Nel frattempo sposa Rachele, compaesana, dalla quale ha già avuto una bambina, Edda. Nel dopoguerra instaura quella dittatura che durerà un ventennio. Cosi cerca di rinnegare il suo passato, non soltanto le sue idee, ma anche la relazione con Ida. Ci riesce muovendo il potente apparato del regime: giudici, preti, spie, medici, poliziotti e funzionari dello Stato, per dimostrare la sua pazzia e farla rinchiudere in manicomio. La stessa sorte toccherà al figlio. Ida morirà dal dolore e torture fisiche e psichiche, nel 1937 a 57 anni, mentre Benito Albino nel 1942, a 26 anni: entrambi sepolti nelle fosse comuni. Fino a poco tempo fa questi fatti erano stati tenuti nascosti, quando un'inchiesta televisiva li ha ricostruiti servendosi delle poche testimonianze rimaste.
Flavio Ruffatto