IVREA. Affluenza in calo in tutto il Canavese, intorno al 60%, in tendenza con i dati nazionali. Alle 19 di domenica, ad Ivrea ha votato il 52,93% (nel 2004, alla stessa ora, il 59,57). I dati si riferiscono alle europpe. A Cuorgnè il 55,01% (nel 2004 il 70,20); a Castellamonte il 51,88 %(nel 2004 il 53,61); a Caluso 59,72 % (nel 2004 il 64,50); a Rivarolo il 56,12 (nel 2004 58,04).
A tenere banco in questa domenica di voto è stata la scheda di colore giallo, quella per le elezioni del presidente e del consiglio della Provincia di Torino. Una scheda lunga un metro e 16 centimetri che ha rappresentato un vero e proprio incubo per i presidenti e gli scrutatori di seggio. In molti casi, quando gli elettori hanno superato le trecento unità, l'urna è risultata piena già nella serata di sabato. La Prefettura di Torino, infatti, dopo aver effettuato una prova, ha chiesto con una circolare ai mandamenti elettorali di provvedere a dotare i seggi di una seconda urna.
«Un'eventualità davvero rara — spiega Gilberto Guerriero, responsabile dell'ufficio elettorale del Comune di Ivrea — ma che si è verificata per il numero esorbitante di liste presenti alla competizione. In alcuni seggi le schede delle provinciali sono cosi stata depositate in due urne differenti».
Poche le curiosità da segnalare. Ad Ivrea un elettore ha preteso, com'è suo diritto, di recarsi alle urne e di far e mettere a verbale che non avrebbe ritirato né la scheda per le elezioni provinciali né quella delle europee, costringendo cosi il presidente di seggio ad un farraginosa procedura burocratica. Da segnalare, infine, come davvero pochi presidenti di seggio abbiano fatto rispettare il divieto di introdurre all'interno delle cabine elettorali telefoni cellulari o altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare le immagini.
Il presidente dell'ufficio elettorale di sezione - cosi come aveva chiesto il ministero dell'Interno in una circolare — avrebbe dovuto invitare l'elettore, all'atto della presentazione del documento di identificazione e della tessera elettorale, a depositare le predette apparecchiature e a riprenderle dopo l'espressione del voto. Un divieto passibile di denuncia alla competente autorità giudiziaria con conseguenti sanzioni detentive e pecuniarie.
Vincenzo Iorio