CINEMA E FILM a cura di Flavio Ruffatto ‘Uomini che odiano le donne' la prima parte del Millennium
S'intitola Uomini che odiano le donne (all'ABC), la versione cinematografica del primo volume della trilogia 'Millenium", dello scrittore svedese Stieg Larsson, che ha venduto in poco tempo oltre dodici milioni di copie. Il bel thriller Uomini che odiano le donne, che ha inaugurato il Salone del Libro di Torino, è stato realizzato dal regista Niels Arden Oplev, e racconta del giornalista Mikael Blomkvist, licenziato ingiustamente per diffamazione, che accetta di indagare sulla misteriosa scomparsa nel 1966 dell'amata nipote di un magnate dell'industria, durante una riunione di famiglia. Lo aiuta nelle ricerche la misteriosa 'punk" Lisbeth, corpo andogino, capelli alla maschietta, anfibi e felpa, piercing, viso bistrato: un genio informatico. Anch'essa nasconde un segreto, perché ricattata da un tutore che la sottomette a umilianti rapporti sessuali.
L'indagine riguarda i componenti di una ricchissima famiglia con qualche scheletro nell'armadio, che vive in una splendida villa su un isolotto. Un anziano zio della ragazza è convinto che lei sia stata assassinata e che l'autore un loro parente, anche se il corpo non è mai stato ritrovato. Mikael e Lisbeth non si conoscono ma la comune passione per queste nuove tecnologie informatiche li porta a collaborare e a diventare amici e complici durante la ricerca, salvandosi la vita a vicenda. Un po' alla volta, soprattutto grazie all'abilità della 'hacker", dopo una serie di colpi di scena violenti portati alle estreme conseguenze, i due investigatori cominciano a dipanare la storia familiare oscura e sconvolgente, con atroci delitti commessi su giovani donne sequestrate, torturate e uccise, apparentemente senza collegamenti tra loro. Scoprendo alla fine che sono state vittime del fanatismo religioso e sessuale, nel passato e nel presente.