Silfab, incontro con i cittadini Borgofranco, serata a cura di Legambiente e Fiom

BORGOFRANCO. Si parla di Silfab mercoledi 20 maggio, ore 21, nel salone Choc. A organizzare l'incontro, in un clima, a Borgofranco, di piena campagna elettorale, sono Fiom Cgil e il circolo Dora Baltea di Legambiente. Interverranno Angelo Robotto dell'Arpa Piemonte e Gian Piero Godio, responsabile del settore energia di Legambiente e Nevio Perna, del circolo Dora Baltea.
A coordinare, Federico Bellono, funzionario Fiom. Il tema è delicato. Un paio di mesi fa era stato annunciato un incontro con la popolazione, a Borgofranco, con i vertici Silfab. Qualche giorno prima, però, la riunione era stata cancellata. Il motivo? Era stato detto che si trattava di un momento ancora poco opportuno per avviare una discussione, considerando che era in corso l'iter burocratico di valutazione di impatto ambientale.
Ora l'iter autorizzativo è alle battute finali anche se, rispetto al cronoprogramma illustrato al momento dell'annuncio dell'insediamento, c'è molto ritardo perchè Silfab avrebbe dovuto produrre silicio già nella seconda metà del 2009.
Il 17 aprile scorso, la Provincia aveva diffuso un comunicato stampa spiegando che era stato concluso il lavoro della conferenza dei servizi. La giunta provinciale aveva accostato Silfab e Mediapolis e spiegato che dopo il giudizio positivo di compatibilità ambientale (condizionato, naturalmente, al rispetto di molte prescrizioni legate alla tutela ambientale) sarebbe seguito l'autorizzazione integrata ambientale. Ma la strada è ancora lunga. E a Borgofranco, di Silfab si è parlato e si parla molto, ma non nelle sedi istituzionali. Dell'insediamento che dovrebbe produrre polisilicio cristallino si era discusso soltanto in occasione di un consiglio comunale aperto.
E il fatto della mancanza di un dialogo continuo è sottolineato da Legambiente e Fiom: «Riteniamo che fino ad ora sia mancata una discussione pubblica ampia — rimarcano Perna e Bellono — . Tutti capiamo che le tecnologie delle fonti rinnovabili saranno fondamentali nel terzo millennio per affrancarsi dalla dipendenza delle fonti fossili». E aggiungono: «Le tecnologie del fotovoltaico sono in costante evoluzione ma, ancora per diversi anni, i pannelli si costruiranno utilizzando silicio policristallino prodotto a partire dal silicio minerale. Purtroppo questo significa utilizzare un processo chimico che richiede molta energia e comporta rischi ed emissioni in ambiente». Ed è questo il punto. Legambiente e Fiom sostengono che «i cittadini devono sapere esattamente di che cosa si tratta. Bisogna chiedere all'azienda il massimo della trasparenza sulle emissioni, sui piani di manutenzione e sull'aggiornamento dei sistemi di sicurezza». La condizione da porre, nonostante l'interesse che lo stabilimento suscita, è che «non ci può essere un peggioramento della qualità ambientale del territorio». I vertici Silfab sono stati invitati. (ri.co.)