l'opinione Bilanci in campo e a... tavolino

L'Ivrea e il Canavese hanno validi motivi per festeggiare la conclusione del torneo di Seconda Divisione che le ha viste protagoniste. La rinuncia ad ambizioni di promozione prima (stante il qualificato lotto di pretendenti) e l'acquisizione della matematica salvezza dopo hanno consentito alle nostre due formazioni di proiettarsi già verso la stagione successiva.
Se sul piano agonistico arancioni e blugranata hanno vissuto momenti differenti (con qualche patema in più per gli eporediesi, costretti in extremis a cambiare l'allenatore), possiamo ben dire che a livello gestionale le due società sono accomunate da problemi di non poco conto. Problemi che a più riprese nel corso della stagione hanno riportato d'attualità la questione della ‘fusione' o per meglio dire ‘unione' fra le società stesse.
Un'eventualità cui Ivrea e Canavese arrivano con risvolti diversi. In riva alla Dora da ormai diversi anni si lamenta un certo ‘disimpegno' da parte delle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo; per contro a San Giusto il rapporto fra Comune e società è stato sicuramente più sinergico. Se poi si pensa alla storia di ciascuna società e al campanilismo che caratterizza le due entità territoriali, è facile intuire più d'un ostacolo.
Ma le esigenze di bilancio in questo momento potrebbero prevalere.
Tiziano Passera