CUORGNE'. Sarà un'esplosione. E in sè raccoglierà tutti gli elementi che hanno caratterizzato il Torneo, negli anni, e quelli introdotti dalla Pro loco per l'edizione 2009. Il Palio, il ‘cencio' dei senesi (non ce ne vogliano i rappresentanti delle diciassette contrade: li, è davvero un'altra cosa, e tutti, rispettosamente, chiniamo il capo), sta prendendo forma. A realizzarlo è stato chiamato il numero uno della manifestazione, quello che l'ha inventata e l'ha fatta diventare la festa più bella che Cuorgnè abbia mai avuto: Andrea Peretti.
Il presidente onorario del sodalizio non ha poi molto tempo. Il Palio verrà consegnato al borgo vincitore domenica 24 maggio. Meno di due settimane, dunque, per trasformare una tela bianca nel simbolo di una supremazia. Non è tanto liberare il colore, che una volta impastato scorre, quanto far scaturire un'idea.
Peretti ha saputo di essere stato ‘scelto' per il dipinto, che sarà unico, visto che di anno in anno cambieranno soggetto ed autore (proprio come per la Madonna di Provenzano e l'Assunta nella città di Santa Caterina), giusto qualche giorno fa. "A lui — devono aver pensato in Pro loco — glielo si può chiedere". E l'Abate del Torneo, quello a cui spetta il compito di porre sul capo del sovrano la corona, ha risposto come Garibaldi: ‘obbedisco'.
Che cosa verrà rappresentato nel ‘cencio' è top secret, anche se qualcosa al presidentissimo artista ‘sfugge'. «Difficile mettere insieme tutto ciò che il Torneo rappresenta — dice — , tanto più dovendo tener presente le novità apportate dalla Pro loco quest'anno. Ci ho riflettuto su e poi ho immaginato uno degli elementi ‘simbolo' della manifestazione, che ne genera altri. Sarà liberatorio. Capace di una felicità contagiosa».
Peretti non aggiunge altro, ma il primo abbozzo sulla tela è un segno inequivocabile. Si, sarà un'esplosione. Come i fuochi pirotecnici che salutavano il Torneo e quest'anno non ci saranno (peccato). Ma ci sarà dell'altro e sapremo come consolarci.
Alla rinata Pro loco il presidente onorario non può non fare gli auguri, anche se una paterna tiratina d'orecchi arriva. «L'essere stato scelto per dipingere il primo Palio mi lusinga — confida — . Mi sarebbe piaciuto, però, essere stato contattato un po' prima. Qualche suggerimento ai ragazzi avrei potuto darlo. L'idea del Palio aiuterà a creare altro interesse intorno alla manifestazione, e questo è un bene. Però, per uno che ha sempre voluto fare un distinguo tra Palio e Torneo, giusto per non creare confusione o emulazioni non necessarie, vederli ora ‘riuniti' insieme non è proprio il massimo. Il Torneo nasceva con uno scopo preciso: fare si che dalle terre della Marca i gruppi ospiti arrivati a Cuorgnè per rendere omaggio ad Arduino potessero partecipare alla competizione magari svelando, all'ultimo momento, il cavaliere destinato a scendere in campo. Il Palio, con le sue sfide distribuite su più giorni, è davvero un'altra cosa».
Ma Andrea Peretti apprezza nella nuova Pro loco la voglia di rimettersi in gioco dopo essere precipitata nel baratro. «Risollevarsi non è mai facile — sottolinea — . Le batoste sono dure da metabolizzare. Capisco lo sforzo e le difficoltà: ci sono passato. Certo, la manifestazione per riprendere a marciare avrà bisogno di ben altro. Il ‘mio' Torneo, negli anni d'oro, non era solo una rievocazione, ma uno straordinario momento culturale. Abbiamo allestito mostre, portato l'opera in piazza, creato le condizioni perchè l'offerta turistica di Cuorgnè fosse davvero di livello. Arduino è sempre stato il motore, ma attorno a lui c'era una macchina complessa che ha saputo girare a mille».
A Peretti gli anni sembrano non pesare. E a proposito di idee, è una fucina autentica. Ne snocciola un paio, che potrebbero tranquillamente essere messe in pratica, e vogliamo immaginare che già dall'edizione 2010 la Pro loco possa quanto meno prenderle in considerazione. Anche questo è un segno di vitalità.
Intanto, le insegne sventolano già tra i palazzi. E Arduino lucida l'armatura.
Mauro Michelotti