IVREA. Aveva pianificato il suicidio in ogni minimo particolare, l'uomo trovato morto martedi mattina nel parcheggio del Carrefour di Burolo. Un lungo telo di nylon per coprire la sua autovettura, un pentolino retto da un asse di legno dove bruciare della carbonella. Una morte lenta e indolore all'interno della sua Renault Clio. Nessun biglietto di addio e di spiegazioni lasciato alla moglie e ai suoi tre figli, tutti ancora in tenera età.
E' morto cosi A.G., 37 anni, di Ivrea, impiegato modello in una ditta della zona. Il suo corpo privo di vita è rimasto quasi quattro giorni chiuso nell'auto parcheggiata vicino all'entrata dei dipendenti del Carrefour.
Qualcuno quella autovettura l'aveva anche notata andando al lavoro, ma nessuno ci aveva fatto caso più di tanto, nessuno aveva immaginato una tragedia cosi grande. Poi martedi mattina, l'odore sgradevole ha cominciato a far insospettire i dipendenti. Il forte caldo dei giorni scorsi ha, infatti, accelerato il processo di decomposizione.
La macabra scoperta è stata fatta dagli agenti del commissariato di Ivrea, che quattro giorni prima avevano raccolto la denuncia di scomparsa da parte della moglie.
La donna, non vedendo più rientrare a casa il marito, aveva subito pensato al peggio. L'uomo, che da tempo soffriva di crisi depressive maniacali, era in cura presso il centro di igiene mentale dell'Asl canavesana. In passato, a quanto si è appreso, aveva anche tentato il suicidio in almeno altre due occasioni.
Prima di recarsi con la sua Renault nel piazzale dell'ipermercato, A. G. ha comprato un nylon per coprire la sua auto, una pentola e una confezione di carbonella. Per evitare che il sedile potesse prendere fuoco, l'uomo ha poggiato il tutto su un asse di legno. La morte, secondo il primo esame esterno del corpo, eseguito dal medico legale dell'Asl, è avvenuta per le esalazioni di monossido di carbonio. (vi.io.)