CARAVINO Il Fai fa rinascere l'antica allea La presidente Giulia Maria Crespi all'inaugurazione
CARAVINO. «Oggi è una giornata storica, una giornata felice perché si è avverato un sogno». Cosi Giulia Maria Crespi, presidente Fai, ha aperto, la cerimonia di inaugurazione dell'allea grande, a conclusione di nuovi restauri del castello di Masino. Siamo nella parte ad ovest del parco del maniero dove una volta c'era una strada di accesso voluta dalla famiglia Valperga nel settecento per creare un nuovo ingresso monumentale alla loro residenza. Un luogo cancellato dai secoli ora riportato allo splendore originario: un viale dei tigli, largo circa dieci metri e lungo 350 metri.
C'è un il grande labirinto di carpini a forma semicircolare, di cui era rimasto soltanto traccia in un vecchio disegno. Al centro del dedalo svetta una rustica torre in castagno selvatico dedicata a Bettina Gabetti, ad un anno dalla scomparsa. Lo hanno voluto un gruppo di amici guidati da Pucci Zanon di Valgiurata.
Il panorama è unico. Dalla torre si riesce a scorgere la punta della Mole Antonelliana, sembra di percorrere una strada del cielo, sospesa tra le nuvole, circondata dalla catena delle Alpi. Insomma un piccolo paradiso. E non per pochi. Ma per tutti. «Perché noi non siamo i nuovi marchesi chiusi nel loro castello — ha sottolineato la presidente Fai — Questo è di tutti».
Ma il recupero di questa lunga passeggiata panoramica rappresenta anche una sfida: è la risposta concreta del Fai ai progetti di urbanizzazione della pianura circostante il castello, in particolare Mediapolis. «La nostra sfida è questa — ha aggiunto Maria Giulia Crespi — contrapporre il recupero della bellezza paesaggistica, di un bene di tutti, alla speculazione commerciale più invasiva che non tiene conto delle necessità ambientali».
Parlando del labirinto, la presidente Fai poi ha aggiunto scherzosamente, ma con tono amaro: «Non sarebbe male se qui dentro si perdesse qualche cementificatore, o se ci fosse qualche minotauro affamato pronto a mangiarsi un politico».
A godersi un panorama ‘unico in Europa' giovedi c'erano tanti ospiti: tra loro, accompagnati lungo il viale e guidati nel labirinto dall'architetto Paolo Pejrone, progettista dei restauri, si sono notati Maria Gabriella di Savoia, Gianluigi Gabetti con la figlia Cristina, Giovanna Cattaneo Incisa, presidente della Fondazione Torino Musei e capo delegazione Fai del Piemonte, Luigi Rossi di Montelera, Tiziana Nasi, Gianni Recchi, e Rolando Picchioni.
I recupero dell'allea grande è stato possibile grazie al contributo della Compagnia San Paolo, mentre la fondazione Berti per l'arte e a scienza ha finanziato la ricostruzione del labirinto. Il progetto invece è stato donato dall'architetto Pejrone. L'intervento è costato complessivamente 310 mila euro. Dal 1989 ad oggi il Fai ha investito 12 milioni e mezzo di euro per i restauri.
«Per fortuna — ha detto con una battuta — Giulia Maria Crespi — noi del Fai siamo tutti un po' matti. Il castello di Masino è l'unico bene che abbiamo acquistato raccogliendo la sfida che ci aveva suggerito Marella Agnelli». (l.m.)