Il Pd avvia una raccolta di firme in difesa della scuola pubblica
IVREA. Il Partito Democratico si mobilita in difesa della scuola pubblica e a partire da oggi, lunedi, inizia a raccogliere firme per una petizione popolare, che vuole tutelare una 'scuola pubblica di qualità, più sicura ed autonoma, capace di futuro". Per la raccolta saranno presenti punti di incontro in tutti i comuni del Canavese ed è pure possibile firmare anche presso la sede del Pd Canavese a Ivrea e su Internet.
«Prima di tutto esprimo la mia forte preoccupazione per il taglio di 32 cattedre sul nostro territorio, che potrebbero aumentare — sostiene Maurizio Rossi, responsabile della sede locale del Pd —. La situazione infatti ancora non è completamente chiara, e solo all'inizio di giugno, con la completa definizione delle piante organiche, riusciremo a capire quale sarà la dimensione dell'impoverimento per i nostri plessi, che oggi funzionano in modo egregio».
Nella petizione si chiede di migliorare, a tutti gli effetti, la scuola pubblica italiana, la quale dovrà valorizzare il merito e non lasciare indietro nessuno. «Vogliamo una scuola — aggiunge Rossi — capace di educare al rispetto e alla responsabilità e rendere effettivo il diritto allo studio garantito a tutti i giovani. La scuola dovrà essere più sicura e qualificata, con a disposizione risorse finanziarie adeguate e non carenti come oggi».
Il documento evidenzia cinque emergenze. La prima è quella si soddisfare tutte le richieste delle famiglie sul tempo scuola e rafforzare il patto educativo scuola-famiglie. Va bloccata l'espulsione di 87 mila 341 docenti e 44 mila 500 ausiliari precari, a partire dall'Anno Scolastico 2009/2010. Si deve attuare un piano straordinario nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici ed infine evitare la chiusura delle piccole scuole, in particolare quelle di montagna e delle isole minori.
Per il Pd vanno cancellati poi i tagli di 8 milioni di euro e di 132 mila lavoratori della scuola e la scelta del maestro unico. Nel documento il partito di Franceschini fa, in alternativa, delle proposte che vedono al centro del mondo scolastico gli studenti, il loro diritto allo studio e il loro successo scolastico. Per realizzare dunque tali obiettivi bisogna 'finanziare, d'intesa con le Regioni e gli Enti Locali, un Piano nazionale straordinario per assicurare borse di studio, libri gratuiti per i dieci anni dell'obbligo, mense e trasporti".
Ci vuole anche un piano straordinario di aggiornamento dei docenti, con priorità per la matematica. Le scuole e gli insegnanti dovranno essere valutati da un'autorità esterna, sulla base sia del funzionamento dei singoli plessi che sui risultati di apprendimento conseguiti dai ragazzi. Il personale dovrà essere 'certo e stabile" e pertanto il Ministero dovrà assegnare alle scuole una pianta organica che non continua a mutare, in modo da garantire continuità didattica e autonomia.
Insieme con la Regione il Pd propone inoltre delle sperimentazioni in varie province 'per migliorare l'efficacia e l'efficienza della spesa per l'istruzione, lasciando le risorse risparmiate ai territori e alle scuole che le hanno realizzate, premiando cosi le realtà più virtuose. Va assolutamente attuata la riforma della scuola superiore e applicato l'obbligo di istruzione a 16 anni.
«Chiediamo che si avanzi una proposta di riforma partecipata della scuola superiore — sostiene Rossi — che valorizzi i saperi tecnici e scientifici, porti a sistema il meglio delle sperimentazioni e mantenga gli Istituti professionali di Stato". Nella petizione si chiede inoltre che l'apprendimento 'sia per tutta la vita, come diritto di ogni cittadino".
Al riguardo si dovrà potenziare il raccordo scuola-università, i centri territoriali per l'educazione degli adulti, la formazione professionale e le università degli adulti e della terza età. In ultimo il documento fa riferimento alla stabilizzazione e all'indennità di disoccupazione per i precari. 'Si tratta di stabilizzare 50 mila docenti e 10 mila ausiliari, in attuazione del piano di assunzioni della Finanziaria Prodi del 2007 e prorogare tale piano per altre due annualità. Va infine attribuita un'indennità di disoccupazione per due anni, pari al 60 per cento della retribuzione nel primo anno e al 50 per cento nel secondo, ai precari, il cui contratto non possa essere assolutamente rinnovato, che hanno lavorato almeno per 180 giorni in un Anno Scolastico".
Il Pd dunque, su questi temi, chiede ora il sostegno di tutti i residenti.
Giuliana Airoldi