Impianto compost, tutto tace Strambino, vendita all'asta per ragioni di insolvenza

STRAMBINO. La commissione consiliare di controllo del compostaggio della Panelli Impianti Ecologici si è riunita, alla presenza di alcuni componenti dal comitato Carrone-Crotte per la tutela dell'ambiente, per verificare la situazione dell'impianto, chiuso omai da oltre due anni per problemi di funzionamento del processo di lavorazione.
L'ultima ipotesi di riconversione dell'impianto di Carrone, quella che prevede 'l'inserimento della sezione di indigestione anaerobica della frazione organica con produzione di energia elettrica a biogas", presentata nello scorso settembre 2008 al Comune di Strambino, non ha avuto, ad ora, alcun seguito. Lo ha confermato il sindaco Savino Beiletti: «L'ho verificato con il responsabile provinciale dei rifiuti, tanto che non è neppure conosciuta dalla Provincia. Ricordo inoltre che comunque la Panelli non può fare nessuna operazione senza prima chiedere ed ottenere l'autorizzazione del Comune».
Ma, per dare ulteriori assicurazioni, non solo alla commissione ed al suo presidente Ervana Vogliano, che ha espresso le proprie preoccupazioni, ma anche al comitato ambientale, Beiletti ha spiegato: «Ho ricevuto la visita di un tecnico incaricato dalla procura della tutela dei beni, che ha acquisito tutti i dati sulla struttura del compostaggio di Carrone dal momento che in questi giorni dovrebbe essere fissata la data per la vendita all'asta dell'impianto».
Sembra infatti che le banche che avevano concesso alla società il mutuo per il finanziamento dell'impianto di Carrone abbiano richiesto ed ottenuto un provvedimento di insolvenza con la conseguente messa all'asta della struttura. Una struttura che, secondo la convenzione sottoscritta inizialmente dalla Panelli e dal Comune, sarebbe diventata dopo vent'anni di proprietà comunale. Secondo la presidente della commissione, Ervana Vogliano, questo sarebbe un danno per il Comune di Strambino, che aveva autorizzato la stipula di un mutuo per il finanziamento dell'impianto non previsto dalla convenzione e ora non ha nessuna garanzia di poter ottenere la proprietà del bene. «Il Comune — ha assicurato il sindaco — per le informazioni oggi in mio possesso non corre alcun tipo di rischio ma, volendo fare una valutazione di carattere generale, può succedere che anche le strutture private, come in questo caso, possano finire male».
La situazione è quindi precaria e, se entro fine anno non ci saranno novità, visto che l'impianto è chiuso ormai da oltre due anni, potrà esserci una revoca della concessione da parte della Provincia.
L'ipotesi della riconversione dell'impianto a Polo Energetico, con la produzione di energia elettrica da biogas, formulata dalla Panelli in collaborazione con l'impresa tedesca specializzata Ladurner Ecologia, non è quindi all'ordine del giorno ma, ha confermato Beiletti «vi assicuro che se io sarò ancora sindaco non verrà autorizzato nessun intervento se non ci saranno tutte le necessarie garanzie di buon funzionamento e prima che l'impianto abbia superato il collaudo funzionale operativo». (s.ro.)