Rbm si ristruttura, 63 addetti in mobilità Colleretto Giacosa, oggi assemblea Gli enti locali: «Subito un incontro»
COLLERETTO GIACOSA. Le voci, nell'ultima settimana, giravano insistenti tanto che il Sin.Pa., sindacato padano, aveva raccolto le preoccupazioni dei lavoratori e aveva diffuso un volantino. Martedi è arrivata l'ufficialità. La Rbm, storica azienda farmaceutica, oggi del colosso tedesco Merck, ha annunciato una ristrutturazione e aperto la procedura di mobilità per sessantatrè addetti, poco meno di un terzo dei lavoratori. Per oggi pomeriggio, giovedi, è prevista un'assemblea.
Il sindacato, invece, incontrerà l'azienda il 21 aprile. Dal giorno di apertura della procedura, la legge prevede ci siano settantacinque giorni per completare una trattativa sindacale e raggiungere un accordo. Scaduti i termini, possono partire le lettere di messa in mobilità.
Dalle informazioni fornite dall'azienda alle Rsu e ai funzionari del sindacato, alcune lavorazioni saranno raggruppate in altri centri del colosso farmaceutico, Ginevra e la Germania, forse a Boston. A Colleretto Giacosa resteranno altri tipi di studi pre clinici. I lavoratori, però, sono allarmati: le funzioni che dovrebbero essere delocalizzate occupano un numero di addetti di parecchio inferiore a sessantatrè e quindi sperano, nei prossimi giorni, di saperne di più.
E se è ovvia la preoccupazione dei lavoratori dopo l'ufficializzazione dell'apertura della mobilità, per il territorio l'annuncio della ristrutturazione di Rbm ha avuto un effetto choc. Da sempre considerata fiore all'occhiello del territorio, azienda simbolo della diversificazione industriale del dopo-Olivetti, ora anche Rbm ha annunciato una riduzione significativa dell'organico. All'inizio del mese di marzo, alla Rbm, era arrivato un nuovo direttore generale: Luigi Colombo, 46 anni, già dirigente nel settore della ricerca farmaceutica con esperienze in Europa e Usa.
Marcello Pricco, sindaco di Colleretto Giacosa, è stato informato dall'azienda martedi pomeriggio. «Mi hanno invitato — racconta — per conoscere il nuovo direttore generale. E mi hanno detto della procedura. Avevo già sentito alcune voci che, purtroppo, sono state confermate. Mi hanno spiegato come Merck sia assolutamente determinata a portare avanti questa ristrutturazione. Ora ci sarà la trattativa sindacale, che deve essere sostenuta». Enrico Capirone, assessore al Lavoro del Comune di Ivrea, incassa il colpo di una nuova vertenza che si apre sul territorio: «Ho parlato con il sindaco Pricco. Io credo che, come enti locali, dobbiamo essere uniti e concordare un'azione comune. Ho appena scritto una lettera al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola per chiedere un incontro sul caso Eutelia, ma io credo che, a questo punto, il discorso debba essere allargato anche alle altre questioni. Ci troviamo troppo spesso di fronte a multinazionali o aziende articolate su tutto il territorio nazionale che scelgono di delocalizzare e dobbiamo fare di tutto per fermare questo processo».
Anche il parlamentare della Lega Nord, Walter Togni, promette interessamento: «Siamo in prima linea a fianco dei lavoratori contro le delocalizzazioni — dice —. Nelle scorse settimane mi sono già occupato e sto seguendo passo passo la vicenda Comdata. Ho anche presentato un'interrogazione in commissione». Nei giorni scorsi, il Sin.Pa., che in azienda ha un rappresentante eletto dai lavoratori, rompendo gli indugi aveva distribuito un volantino: «Riteniamo pericolosa la delocalizzazione e, sinceramente, la troviamo una scelta singolare — spiegano i rappresentanti del sindacato padano — perchè Rbm fa parte del settore farmaceutico della Merck che sta avendo ottimi risultati. L'azienda, invece, ci aveva detto di non voler ricorrere alla cassa integrazione perchè il problema non è temporaneo».
Rino Veneruso, funzionario Cgil, sottolinea come la trattativa che deve iniziare — delicatissima — vada ‘giocata' fino in fondo e il primo appuntamento è fissato per il 21 aprile. L'obiettivo è ovviamente quello di far ritirare la procedura di mobilità secca e affrontare il problema da un altro punto di vista.
Rita Cola