Castellamonte, mentre l'azienda vende il ramo energia Il direttore Filipponi: ‘Siamo sereni e fiduciosi'
CASTELLAMONTE. «Il giudizio della magistratura? Ancora non c'è stato. Ma siamo sereni e fiduciosi nell'operato di chi ha svolto le indagini, e comunque pronti a difenderci nelle sedi opportune, se a questo saremo chiamati, con tutti gli elementi su cui la nostra difesa si è sempre basata». La riflessione è di Emidio Filipponi, il direttore generale di Asa. E' lui ad esprimersi per tutti, e lo fa stigmatizzando un certo tam tam mediatico che avrebbe già tratto le conclusioni, quando queste ancora non sono tali.
Filipponi non nasconde il momento delicato che sta attraversando l'azienda consortile. E' una fase importante, che vede i vertici Asa impegnati nel risanamento e nella ristrutturazione aziendale. Giudizi affrettati, dunque, sommari, non nuocerebbero soltanto a lui e ai suoi collaboratori, ma soprattutto non farebbero gli interessi dell'azienda, una società con 500 dipendenti, e del territorio dove essa è radicata.
Sabato mattina, per dissipare le perplessità dei lavoratori che non hanno nascosto uno certo imbarazzo per come la vicenda è stata trattata da alcuni organi d'informazione, lo stesso Filipponi ha voluto che nelle bacheche sopra le bollatrici fosse apposta una sua lettera. Nel documento c'è tutta l'amarezza di chi ritiene che l'essere accostato ad aspetti della vicenda di cui si sente d'affermare con forza la più 'totalmente estraneità", sia lesivo, e non solo dal punto di vista dell'immagine.
Asa sta vendendo e definendo il ramo energia. Le banche hanno concesso tempo. La politica di risanamento, come detto, sembra stia andando nella direzione che ci si augurava. Tutti elementi che rispetto al clima respirato soltanto qualche mese fa farebbero propendere per una rinnovata fiducia negli uomini, nei mezzi, che è poi il carburante migliore per ricominciare a marciare a pieno regime.
Ecco perchè, come rimarca ancora il direttore generale, 'le considerazioni incaute ed inquietanti non fanno che distorcere la realtà". Generando confusione, dunque, alimentando timori. Tutte cose che non aiutano, mentre c'è bisogno di essere positivi.
Filipponi respinge i 'contesti indefiniti e mai emersi" e guarda avanti. L'inchiesta proceda. La fiducia, come detto, non è venuta e non verrà meno.
Mauro Michelotti