Viaggiare? Si, ma in Europa Chi può va in vacanza (breve) scartando l'Italia, troppo cara
IVREA. A tutto si può rinunciare, tranne che a qualche giorno di vacanza per Pasqua e Pasquetta. La voglia di ‘staccare la spina' sconfigge, come un antidoto infallibile, i timori che la crisi economica globale, getta sulla popolazione. Un dato al limite del paradossale, ma la conferma viene dagli operatori turistici eporediesi che, soprattutto in quest'ultima settimana, registrano un buon andamento delle prenotazioni.
E questo anche se, chi si reca in agenzia (come ammettono), lo fa con un occhio puntato al portafoglio e stabilendo un budget da non sforare. «Il viaggio è diventato un bene primario - commenta Laura Lamborghini di ‘Anfiteatro Viaggi' -. La vacanza viene intesa dalle persone non più come qualcosa di superfluo oppure un semplice svago, ma come una vera e propria necessità. Per quanto riguarda le prenotazioni del periodo pasquale, posso senz'altro confermare che sono in linea con l'anno scorso. Si parte lo stesso, insomma, anche se per un numero inferiore di giorni. Questo è più il momento della vacanza mordi e fuggi del resto. Ho venduto molto bene le capitali europee come Londra e Lisbona, altre città come Valencia, meno i viaggi lunghi e più impegnativi, anche dal punto di vista economico. Ovviamente cerchiamo di andare incontro alle esigenze dei clienti e alla loro possibilità di spesa. Risparmiare non è impossibile, anche dare i consigli giusti e su misura fa parte del nostro mestiere».
La voglia di vacanza quindi c'è, ma non si disdegnano le offerte speciali che i tour operator hanno confezionato negli ultimi mesi, molto spesso con un occhio di riguardo alle famiglie, cui viene proposto l'alloggio gratuito per i minori di 12 anni. E poi, ingrediente immancabile di queste vacanze pasquali, è la ricerca di un buon rapporto qualità-prezzo. Cosa che, però, in Italia, a quanto pare, non si riesce a trovare. «Chi decide di andare in vacanza, adesso, lo fa per brevi periodi – spiega Barbara Disavino di Cisalpina Tours —. Il problema è doppio, combinare poco tempo ed una spesa limitata. Per questo la scelta spesso e volentieri ricade sulle capitali europee, piuttosto che sull'Italia. Le prenotazioni che abbiamo ricevuto confermano proprio questa propensione alla vacanza breve, soprattutto con compagnie low cost. Abbiamo avuto un buon riscontro su Parigi ed Eurodisney, ma anche Londra e Praga. Non possiamo parlare di flessione rispetto agli anni scorsi, questo no. Certo non si sono nemmeno formate code lunghissime in attesa di prenotare un viaggio e la clientela spesso chiede diversi preventivi prima di decidere la destinazione finale, ma il risultato complessivo è stato soddisfacente. Probabilmente è vero che chi non ha problemi economici parte sia in tempo di crisi che nei periodi più floridi».
Mariateresa Bellomo