IVREA. Sta diventando operativo il progetto, che vede il comune di Ivrea capofila, volto a contrastare la crisi del mercato del lavoro locale. Un gran numero di comuni del Canavese, che fanno riferimento il Centro per l'Impiego di Ivrea, ha aderito all'iniziativa di assegnare un euro per abitante, per costituire cosi un fondo da destinare a persone che hanno perso il lavoro.
Alla proposta hanno risposto 51 Comuni e sono stati raccolti 100 mila euro.
Il 19 marzo scorso l'ente pubblico eporediese, rappresentanti degli enti locali, del Centro per l'Impiego, del Sindacato e della Provincia avevano definito infatti un Piano per poter aiutare nell'immediato i residenti che si sono trovati dall'oggi al domani privi di un impiego, in attesa dei finanziamenti che erogherà l'Unione Europea, i quali dovranno servire sempre a fronteggiare la crisi occupazionale fino al 2013.
In quella sede i presenti avevano stabilito alcune priorità, prima fra tutte quella di erogare un sostegno al reddito per l'importo di 530 euro per tre mesi, nei confronti di soggetti espulsi dal mercato del lavoro locale e privi di qualsiasi forma di ammortizzatore sociale (essenzialmente precari, intendendo per tali i lavoratori con contratti diversi da quello a tempo indeterminato).
Il progetto va avanti e presto si realizzerà uno 'Sportello delle Opportunità" con la funzione di concentrare, in un'unica sede, le informazioni utili per coloro che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica, 'affinché possano fruire di tutte le opportunità offerte dal territorio, per fronteggiare la situazione di disagio sociale che ne deriva".
Si creeranno poi servizi di orientamento volti a sostenere la ricollocazione lavorativa. I cento mila euro, ora recuperati, dovranno integrare le risorse stanziate dalla Provincia di Torino.
«La consistente adesione all'iniziativa — dichiara l'assessore alle finanze Enrico Capiron — è il segnale della consapevolezza della gravità della crisi che ha ormai un carattere globale e che anche sul territorio piemontese, e di conseguenza quello canavesano, sta producendo forti conseguenze negative in termini occupazionali».
«A farne le spese — prosegue l'assessore — sono, prima di tutto, i lavoratori cosiddetti flessibili, ossia coloro che, finito il contratto, non hanno più avuto rinnovi. Oltre a ciò, vista la situazione contingente, si riducono al minimo le possibilità per questi lavoratori di trovare altre occupazioni. A questo si aggiunge il fatto che molti di questi lavoratori sono privi di ammortizzatori sociali, ossia non fruiscono di indennità di cassa integrazione, né di disoccupazione. Per loro si apre dunque il baratro della povertà».
«Il nostro programma — aggiunge Capirone — cerca quindi di fornire una risposta, anche se temporanea e sicuramente incompleta, ai lavoratori che ricadono nelle condizioni che ho evidenziato».
Le persone che riceveranno il 'contributo" saranno individuate tramite un'estrazione effettuata dal Centro per l'Impiego di Ivrea, a cui seguirà lettera di convocazione nella quale si specificheranno data, ora e luogo dell'incontro.
Si utilizzeranno anche gli organi di informazione per far conoscere l'iniziativa, soprattutto allo scopo di 'intercettare" quei lavoratori, generalmente titolari di contratti di collaborazione a progetto, che non si recano presso il Centro per l'Impiego.
A chi risulterà in possesso dei requisiti per l'accesso al sostegno al reddito verrà richiesta la firma di un patto di servizio che implicherà la partecipazione a brevi momenti informativi/orientativi.
I nominativi dei soggetti interessati all'iniziativa e firmatari di un patto di servizio verranno inseriti all'interno di una graduatoria redatta sulla base della dichiarazione Isee.
A questa graduatoria verrà fatto riferimento per l'erogazione dei sostegni al reddito. Si procederà con il versamento mensile fino ad esaurimento delle risorse. A parità di valore Isee verrà data priorità alla persona più anziano di età.
Sono presi in carico dal 'Programma di attività" i residenti nei Comuni che hanno aderito all'iniziativa e che erano titolari di contratti di lavoro scaduti e non rinnovati, a partire dal 1° novembre 2008.
La risposta data dai Comuni canavesani, alcuni dei quali, in un primo tempo, erano sembrati dubbiosi sull'iniziativa, dimostra ora quanto gli amministratori abbiano preso consapevolezza della portata della crisi per una zona da sempre ricca di lavoro e oppportunità.
Giuliana Airoldi