"Viaggi nel tempo e nell'anima" Gli scrittori accompagnano sui percorsi delle emozioni

IVREA. 'Viaggi nel tempo e viaggi dell'anima" con gli scrittori Cristina Grande, Ignacio Martinez de Pison e Bruno Arpaia, il tema del pomeriggio di sabato di Hispanica. Alla Sala a Cupola non cosi gremita, i tre scrittori, legati fra loro da una lunga amicizia, hanno parlato del loro viaggio interiore, di persone che hanno vissuto esperienze, che lasciano segni indelebili nell'anima.
Bruno Arpaia, giornalista, scrittore e traduttore di alcuni romanzi di De Pison compreso l'ultimo, 'Morte di un traduttore", Cristina Grande fotografa e ora affermata scrittrice spagnola con la pubblicazione di 'Natura infedele", insieme al giornalista Paolo Collo e il traduttore Glauco Felici hanno condotto il pubblico in un viaggio che ha toccato le gioie e le inquietudini della famiglia 'grande tema letterario a partire dai tragici greci", l'amicizia fra semplici amici, fra scrittori, fra scrittori e traduttori per arrivare inevitabilmente alla guerra civile spagnola.
Sono tre anni di storia, dal 1936 al 1939, ancora tutti da scoprire, da scavare per cercare i cadaveri degli assassinati del generalissimo Franco ma pure le trame che hanno diviso non solo i fascisti e la sinistra, ma i comunisti fra loro e con gli anarchici. De Pison ha fatto notare come la guerra civile sia diventata subito argomento di romanzi importanti quali 'Omaggio alla Catalogna" di Orwell o 'Per chi suona la campana" di Hemingway. E per ridare la giusta dimensione a quel periodo, coperto dalla violenza e dalla repressione, gli scrittori possono avere un ruolo determinante, portando alla luce, nei loro romanzi, episodi rimossi, perché scomodi o vergognosi.
De Pison e Cristina Grande hanno parlato di sè come scrittori ma pure di come concepiscono questa figura. «Mi piacciono gli scrittori che parlano della vita — ha precisato De Pison — e utilizzano nei loro romanzi il materiale di cui la vita stessa è fatta. I buoni scrittori sono quelli che trasmettono l'aroma della vita».
Per Grande, invece, «bisogna che la gente si senta vicino allo scrittore, il quale deve proporre una viaggio che può essere accettato e vissuto da tutti». Oggi in Spagna gli scrittori hanno infine un compito in più dei colleghi di altre nazioni, ed è quello di «riscattare i morti — ha rimarcato De Pison — restituire loro la condizione di persone, vittime della dittatura». E si tratta di quei morti che ancora giacciono in tante fosse comuni, sparse sulla terra di Spagna.
In serata, invece, Hispanica è passata al 'viaggio fra tavola e letteratura" con il torinese Bruno Gambarotta e Juan Bas, autore di 'Scorpioni in guazzetto". I due scrittori hanno trattenuto piacevolmente un pubblico che ha potuto lasciarsi andare e ridere, per quasi due ore, delle loro battute. All'incontro erano presenti anche Maurizio Chierici e Roberto Baravalle. Giorgio Olmoti, durante i due appuntamenti, ha proposto una sua scelta di fotografie, in tema con gli argomenti trattati, proiettate su una parete della sala.
'Gustoso" infine l'intermezzo fra i due incontri con degustazione dello jamon iberico e del culatello di Zibello. Hispanica quest'anno infatti ha voluto spaziare e toccare il tema culinario. L'allegria di vivere, soprattutto per Bas e Gambarotta, sta anche nell'assaporare un cibo e condividere il piacere di bere un buon bicchiere di vino. (g.a.)