Rubano un'auto, fuggono e capottano Caluso, la notte brava di tre minorenni Uno di loro è in coma farmacologico

CALUSO. E' finita male la bravata di tre minorenni, due di Caluso, ed uno di San Giusto, tra i sedici ed i diciassette anni. Uno di loro, il più grande, V. F., di San Giusto, è ricoverato in coma farmacologico all'ospedale di Chivasso, dopo aver capottato mentre, senza patente, guidava un'auto rubata, in fuga dai carabinieri. Gli altri due, M. B. e M. R., di sedici anni, feriti leggermente, sono stati denunciati a piede libero dai carabinieri per furto in concorso, e resistenza a pubblico ufficiale. Stessa denuncia per il ragazzo ricoverato in ospedale che dovrà rispondere anche di guida senza patente.
La notte brava dei tre giovanissimi studenti, di buona famiglia, comincia nella tarda serata di venerdi scorso. Ai tre ragazzi, dopo una serata passata in un bar di Caluso, chissà perché viene in mente di rubare un'auto. Forse a spingerli è la facilità dell'impresa: notano, infatti, un'auto posteggiata in via San Francesco.
La ‘Fiat Panda' è aperta con le chiavi nascoste sotto il tappetino. Particolare curioso vuole che la vettura appartenga ad un'attrice della fiction ‘RIS', impegnata per alcune riprese presso gli studi televisivi di Telecittà.
Uno dei tre, il diciassettenne, si mette alla guida dirigendosi verso l'uscita di Caluso. Si sentono grandi, potenti, forse hanno in mente di continuare la serata in un altro locale, ma vengono intercettati da una pattuglia dei carabinieri di Caluso. Invece di fermarsi, evitando cosi guai più grossi, i tre ragazzi fuggono inseguiti dagli uomini dell'Arma.
Dopo aver ‘bruciato' una serie di stop nel centro di Caluso, con il rischio di provocare incidenti, tentano di immettersi sulla strada statale 26 passando da una stradina di campagna che corre dietro il liceo Martinetti.
L'auto lanciata a folle velocità solleva una nuvola di polvere. Per un momento i carabinieri li perdono di vista. Quando li ritrovano, pochi istanti dopo, la Fiat Panda è capottata, uno dei ragazzi è steso a terra, si lamenta per il dolore, ma è cosciente. Gli altri due stanno fuggendo a piedi verso i campi, ma vengono acciuffati da un carabiniere. Intanto, i colleghi chiamano i soccorsi.
Il ragazzo a terra, ferito gravemente, viene trasportato in ospedale: non è in pericolo di vita, ma ha un polmone perforato, e la prognosi resta riservata. Gli altri due vengono curati in pronto soccorso.
Uno ha il setto nasale rotto, l'altro è leggermente contuso. Solo ora sembrano rendersi conto di quello che hanno combinato, di quello che hanno rischiato, del dolore che causeranno alle loro famiglie.
Non una fiction, ma una drammatica realtà che riaccende i riflettori sul fenomeno del disagio giovanile, tra bullismo e violenza.
Proprio nei giorni scorsi, a Mazzè, sono stati avviati i primi passi del Piano Locale Giovani che dovrà fornire delle risposte, offrire degli aiuti, attraverso l'organizzazione di varie iniziative concertate tra comuni, istituzioni scolastiche, e Consorzi sociali ai problemi del mondo giovanile, i cui riflessi, dalla città metropolitana, approdano anche nelle nostre più piccole realtà.
Lydia Massia