VIVERONE. Domenica non si respirava aria di crisi sul lago di Viverone. Centinaia di persone affollavano la passeggiata ed i bar. Quasi impossibile trovare un parcheggio, ma questo, a detta di molti operatori è forse uno di quei problemi che dovrebbero essere affrontati e risolti dal Comune. E, a dirla tutta, anche la sosta selvaggia di chi, parcheggiando male, non aiuta la situazione già di per sé problematica. Dunque il lago di Viverone patisce poco o nulla la recessione, ma viene da chiedersi quale sia la ricetta vincente di questo luogo in cui convergono visitatori da Piemonte e Lombardia.
Una domanda alla quale ha risposto bene Clizia Mosca, presidente della Pro loco nonché titolare dell' hotel Lido: «Non abbiamo aumentato i prezzi e dedichiamo molta attenzione alle famiglie con bambini che, in camera con i genitori fino a 10 anni non pagano». Ma non è solo questo. E Mosca, una formazione professionale da specialista della comunicazione, avverte: «In un periodo, che certamente non è dei più semplici dal punto di vista economico, cerchiamo di offrire a chi viene al lago qualcosa di più, ma a costi inferiori rispetto ad altri contesti. Insomma occorre avere l'intelligenza di trasformare dei punti di debolezza in punti di forza. E i risultati non tardano ad arrivare. Al momento sono in programmazione diverse attività, tra cui tour enogastronomici, un modo per unire al dolce far nulla, anche la possibilità di conoscere le eccellenze del territorio. Trascorrere un week end al mare costa il doppio se non il triplo rispetto al lago e questo per i turisti può essere un buon motivo per far ricadere la scelta su di noi. Poi, vero è che se, solo l'anno scorso molte persone sceglievano al ristorante dei menù a base di pesce, ora si orientano maggiormente sulla pizza. Dunque bisogna avere molta flessibilità. In tutto questo non deve mai mancare la cortesia, un valore intangibile, ma prezioso. Chi viene qui deve sentirsi come a casa. E i risultati arrivano, crisi o no». Giuseppe Lucca, titolare de La Palafitta, racconta: «Come si fa a dire che la gente non può spendere? Il ristorante ha funzionato tutto il giorno benissimo, abbiamo finito alle 16.30. Ecco forse è vero che le famiglie risparmiano in settimana, ma la domenica si concedono un po' di tregua. In effetti se con pranzi e cene non ci sono problemi, sull'albergo si lavora meno. E', senza dubbio, il periodo in cui il turismo mordi e fuggi va per la maggiore. Secondo me, però, si può e si deve fare di più. Noi, ad esempio, stiamo investendo. Abbiamo costruito una piscina che aprirà in estate e un centro benessere che sarà pronto per l'inverno. Ma, credo che non siano solo gli imprenditori a dover cercare di smuovere la situazione. Non sarebbe male se si potesse costruire un po' di più, non in modo selvaggio, ma magari qualche villetta non guasterebbe. Certo, se qui come sul lago di Como decidesse di trasferirsi un bello di Hollywood come George Clooney, faremmo bingo». Ider Cinti, storico proprietario de La Marinella, per sua stessa definizione il Flavio Briatore di Viverone (ed in effetti un po' gli assomiglia) lancia un appello ai colleghi e dice: «Non bisogna fossilizzarsi. Quando la stagione turistica qui finisce bisogna prendere la valigia in mano e vedere un po' cosa fanno gli albergatori all'estero. Bisogna partecipare alle fiere del turismo, conoscere di più il mondo. Solo cosi si possono avere delle buone idee. Ora invece occorre cominciare a pensare ad organizzare eventi infrasettimanali. Bisogna pensare alla terza età, la fascia oggi che ha più tempo libero e qualche soldino da spendere. Nessuno ha la bacchetta magica, ma è fondamentale smetterla di pensare solo al turismo mordi e fuggi». (m.t.b.)