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IVREA. Tre settimane di silenzio. Tre settimane di buio. Dove saranno Sonia e la sua mamma? Si sono rese irreperibili dal martedi grasso, alla vigilia dell'esecuzione del provvedimento disposto dal Tribunale di Ivrea che prevede l'allontanamento della bimba dalla mamma per essere affidata prima a una comunità per tre mesi e poi al padre e alla sua nuova famiglia. Lo psicologo del Tribunale, incaricato di redigere una consulenza, ha diagnosticato a Sonia una forma grave di Pas, sindrome di alienazione genitoriale, un disagio descritto inizialmente negli anni Ottanta da Richard Gardner.
Dal martedi grasso Sonia non frequenta più la prima elementare della scuola di Cuorgnè e nessuno l'ha più vista. Nè lei, nè sua mamma, che si oppone con decisione al provvedimento fino a decidere di scomparire. E da una settimana indaga la procura della Repubblica. Un fascicolo è stato aperto e il sostituto procuratore Francesco Saverio Pelosi ha affidato alle fasce deboli il compito di sentire le prime persone informate sui fatti. Sono stati ascoltati il nonno materno di Sonia e il papà. Entrambi avevano presentato una denuncia di scomparsa.
E' infatti preoccupato e sofferente il nonno della bimba, schiacciato dal peso dell'incertezza e dal silenzio. Ed è preoccupato il padre, aderente all'associazione ‘Papà separati' e da anni impegnato in una battaglia legale. La causa di separazione giudiziale tra il papà e la mamma di Sonia comincia quando la bambina aveva due anni. La piccola era stata affidata alla mamma e, quando arrivava il padre, piangeva. Due anni fa, la consulenza dello psicologo per valutare la capacità genitoriale dei coniugi e la situazione della bambina.
La diagnosi di Pas viene contestata dalla mamma attraverso i suoi legali e sostenuta dal padre e i suoi avvocati. Nei giorni scorsi, i legali del padre hanno scritto agli assitenti sociali, stigmatizzando il fatto che il provvedimento di allontanamento, emesso in novembre, non fosse stato tempestivamente eseguito. (ri.co.)