I Comuni spesso inadempienti Rivarolo, riunione prevista per il prossimo 30 marzo
RIVAROLO. «Branchi di cani randagi? Non nel nostro territorio. O comunque non più. E questo grazie ad un'attenta opera di prevenzione che abbiamo potuto mettere in atto con la collaborazione dei Comuni che si sono consorziati a Rivarolo. Se in un recente passato gruppi di animali, mai troppo numerosi per altro, pareva si fossero concentrati a ridosso dell'Orco (l'area delle Gave), oggi i randagi tendono a spostarsi più nelle campagne, Argentera in particolare, verso Rivarossa. Ma episodi di cani che arrivano ad attaccare delle persone non ne abbiamo mai registrati».
La riflessione è di Aldo Raimondo, l'assessore all'Ambiente ed alla Protezione Civile del Comume di Rivarolo. Proprio a Rivarolo, nove anni fa, in regione Vercellino (quella che ospitò la discarica consortile), venne realizzato il canile sanitario. Una struttura indispensabile, un ‘parcheggio' per i randagi catturati che se sono dotati di microchip è più facile riconsegnare ai legittimi proprietari. E se non lo sono, e nessuno ne fa richiesta (adozione), dopo una decina di giorni vengono trasferiti al canile di Caluso. La struttura quando venne edificata aveva le caratteristiche richieste, mentre oggi c'è la necessità di una riorganizzazione del presidio anche perchè gli animali catturati tendono ad aumentare.
«Abbiamo avuto una prima riunione esplorativa con i rappresentanti dei Comuni partners di Rivarolo proprio lo scorso 16 febbraio — conferma la responsabile del settore Affari Istituzionali di Palazzo Lomellini, la dottoressa Veronica Fornace — . Se i Comuni manifestaranno la loro disponibilità ad investire (il canile deve essere ampliato) l'intervento potrà essere portato avanti. Una prossima riunione è già in agenda per il 30 marzo. In quell'occasione trarremo le prime conclusioni».
I dati, in questo contesto, sono importanti. Al 31 dicembre 2007 i randagi catturati furono 83 (31 dei quali nel territorio del Comune di Rivarolo). Ma alla stessa data, un anno dopo, gli animali accalappiati sono saliti a 145: un aumento esponenziale impressionante. Singolare è che sono diminuti nel rivarolese e aumentati in alta valle (solo nella piccola Ribordone addirittura 22 esemplari, ma 14 un po' sotto, a Pont, e poi, nel Basso Canavese, 13 a San Giorgio e 13 a Bosconero).
Finiscono tutti al canile sanitario di Rivarolo, ma solo una piccola percentuale ritorna al legittimo proprietario. Singolare anche la tipologia del ‘branco' quando gli animali recuperati sono in gruppo: più femmine, o più maschi, mai coppie. Per quali strani dinamiche, meriterebbe s'indagasse. Ma questo non è più il compito di chi vigila, di chi controlla e di chi accudisce gli animali in attesa, chissà, che ci sia anche qualcuno disposto a regalare un po' di tenerezza.
Mauro Michelotti