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IVREA. Una storia, due verità. Una mamma che, da qualche giorno, sta con la figlia di sei anni da qualche parte per evitare che avvenga quello che, nero su bianco, è inevitabile. L'allontanamento della figlia per essere affidata temporaneamente in una comunità, in modo da guarire dalla Pas, la sindrome di alienazione genitoriale che le è stata diagnosticata in forma grave e che, secondo lo psicologo, potrebbe avere effetti permanenti sul suo sviluppo psichico futuro. Una tesi che trova il sostegno dei legali del padre, che dicono come, nel corso del tempo, la situazione sia diventata sempre più chiara e la perizia e i colloqui con gli assistenti sociali abbia convinto i giudici che, in un primo tempo, avevano affidato Sonia alla madre. Tesi, questa, avversata con tenacia dai legali della madre, che chiedono un'ulteriore perizia neuropsichiatrica sulla bambina e di continuare con incontri con il padre come era avvenuto nei mesi scorsi, con relazioni soddisfacenti degli assistenti sociali presenti alle sedute. Un consulente della difesa ha evidenziato come la Pas non sia diagnosticabile in bambini cosi piccoli, ancora incapaci a fare alleanze. Lo stesso Richard Gardner, lo psicologo americano che per primo descrisse la Pas nei suoi sintomi e nei suoi metodi di cura negli anni Ottanta, è un personaggio sul quale, negli Usa, si confrontano pareri molto diversi. La bambina si è inserita a scuola senza problemi e consegue ottimi risultati, è collaborativa con i compagni e partecipa alle varie attività. Nei giorni scorsi, si erano espresse anche alcune amiche della madre di Sonia.