UN GIOVEDI' GRASSO

IVREA. Anche il bel tempo è diventato una tradizione nel giovedi grasso eporediese. Sembra ormai scritto, in chissà quali 'libroni", che, quando a Palazzo Civico le insegne carnevalesche si sostituiscono a quelle civili, almeno un raggio di sole venga a illuminare quel 'giobia ‘n bot" atteso per un anno. E, in questo 2009 di crisi e austerità, di 'tanto" c'è almeno il sole di una giornata primaverile, inattesa pausa di luce e allegria nel rigore di un inverno che pare non voler più finire.
E' il giorno dei bambini che gremiscono strade e piazze con i loro variopinti costumi e le improvvisazioni coreografiche create e guidate da pazienti maestre. Ma è soprattutto il giorno di Gianluca Actis Perino. E' la prova dell'ufficialità per questo giovanissimo Generale sul quale, all'inizio, pochi erano disposti a scommettere.
A giocare a suo sfavore, nei pronostici dei fini cultori della manifestazione, l'anagrafe e una certa fama di irruenza ed eccessiva vitalità che male parevano conciliarsi con l'austerità, la compostezza e l'autorevolezza che il ruolo maschile del Carnevale richiede.
Ma, a dimostrazione di quanto i pregiudizi possano essere facilmente smantellati in ogni occasione della vita (Carnevale compreso), Gianluca appare da subito capace di mettere ogni cosa a posto e ogni dubbio a tacere. Tranquillo, composto ed entusiasta quel tanto che occorre, immediatamente guadagna i favori. In particolare sa conquistare per quell'attenzione alle espressioni di simpatia che gli vengono dal pubblico. Nelle due domeniche delle Alzate mai un applauso, un gesto, un incitamento al suo indirizzo passa inosservato al 'Gianluca Generale", che lo sottolinea e ricambia, dimostrando di aver ben assimilato quella 'buona educazione carnevalesca" a volte ignorata dai personaggi.
Perciò, neppure il giovedi grasso mette in difficoltà Gianluca. Garbato e 'giocosamente serio" nel ricevere dal sindaco la fascia del potere cittadino; riverente e misurato davanti al vescovo; coinvolgente e marziale sul cavallo, tra la gente.
Ma, soprattutto, emozionato ed emozionante al momento della prova più ardua: la conquista della sella tra la folla che, sotto al municipio, ha l'abitudine di trarre da quel momento gli auspici per la riuscita di tutta la manifestazione.
E va come si sperava. L'irrequietezza di 'Jason", il magnifico cavallo bianco che lo aspetta segnando con zoccoli impazienti il selciato, il prolungato 'oh" della gente, l'emozione che segna il volto di Gialuca, si stemperano nell'applauso scrosciante quando lui, superata una leggera incertezza, può ergersi sulle staffe e alzare la feluca al cielo in segno di saluto e ringraziamento a quel papà del quale sa di esaudire un desiderio, un sogno.
Perchè Carnevale di Ivrea è anche questo: per qualcuno un gioco, per altri un affare maledettamente serio; per certi una conferma, per altri una rivalsa. Per tutti uno scampolo di vita, una festa. Ma unica. (d.l.)