IVREA. Il ruolo istituzionale del consigliere comunale, figura scelta dai residenti, che esercitando il diritto al voto, gli assegnano il dovere di rappresentarli nella sede del Consiglio e l'utilizzo, da parte sua, dei mezzi di informazione cartacei e telematici. Su questo tema abbiamo si esprimono alcuni consiglieri eporediesi, di maggioranza e minoranza. Per Alberta Pasquero (Pd) «il rispetto delle istituzioni e la discrezione dei valori, sono un'utile guida nel comportamento di tutti, ma in particolare di chi viene eletto per rappresentare gli interessi e le aspirazioni della comunità locale».
«Non credo — prosegue Pasquero — che il problema sia internet e la visibilità che può dare. E' questo però uno strumento da usare con grande discrezione perché la responsabilità di chi rappresenta i cittadini è enorme, dal momento che l'eletto deve costituire un modello di comportamento onesto e credibile. Non si deve mai cedere alla tentazione di apparire. Meglio farsi guidare dalla passione politica e dal senso del dovere».
Antonio Petrachi (PdL) è convinto che il ruolo, sia della maggioranza che della minoranza, debba essere quello di garantire i diritti di tutti i cittadini. «La correttezza deve stare alla base dei rapporti fra i due blocchi consiliari — precisa — .I consiglieri devono esprimersi chiaramente, parlare con tutti, essere trasparenti, utilizzare i giornali e molto meno i mezzi informatici, che potrebbero essere manipolati da altri. Quando capitano casi incresciosi, come quello recente, bisogna subito verificare le responsabilità e perseguire il colpevole, perché le istituzioni non possono mai essere offese».
Per Pio Coda (lista civica omonima) il consigliere deve possedere tre requisiti fondamentali: impegno, serietà e competenza. «Egli deve portare a conoscenza dell'amministrazione, per poi risolverli, i problemi a lui sottoposti dai singoli cittadini — dichiara Coda — .Se si decide di utilizzare i nuovi mezzi di informazione bisogna farlo con attenzione e controllare bene ciò che si scrive e si compie, per evitare fraintendimenti. L'azione politica va inoltre proposta nelle sedi opportune, usando strumenti idonei a favorire il dibattito e il confronto. Non bisogna, oggi più che mai, affogare lo spirito del dialogo e del confronto».
Il vicesindaco Gianni Cimalando è invece convinto che il consigliere comunale si debba comportare come egli ritiene giusto fare. «Io ho totalmente fiducia nei cittadini, dal momento che sono in grado di valutare il comportamento di ciascuno e saranno poi loro a decidere se certi atteggiamenti e scelte siano meritevoli della loro fiducia o meno. Ritengo però mio personale dovere di vice esprimere giudizi sui comportamenti assunti dai consiglieri. Anche l'utilizzo degli strumenti informatici riflette la cultura, la formazione e il sistema dei valori di chi lo utilizza. Certe cadute di stile consentono di far conoscere a un pubblico più ampio le vere caratteristiche di chi pubblica certe foto o messaggi vari».
Antonio Cuomo (lista Pio Coda) da anni è in consiglio comunale, dove sempre ha dimostrato serietà, pacatezza, discrezione e garbo in tutte le situazioni che l'amministrazione si è trovata ad affrontare. «Io condanno chi, di recente, ha insultato il sindaco sul web — rimarca con forza — . Mi dissocio da azioni di quel tipo che non mi appartengono. E' stato un episodio vergognoso. Un consigliere deve avere rispetto, sempre, per tutte le persone, per i cittadini e per i colleghi, di qualsiasi colore essi siano. Deve inoltre dare il buon esempio».
Elisabetta Ballurio (Pd) dice: «I messaggi positivi passano soltanto con l'esempio, che li rende credibili ed autorevoli. Per chi siede in un consiglio la responsabilità di essere un esempio positivo è ancora maggiore, perchè è stato eletto proprio per rappresentare la comunità locale. Oggi non è il caso di demonizzare internet e facebook. Si tratta di mezzi che vanno riempiti di contenuti, e se questi non sono corretti non è certo eliminando la rete che si risolve il problema. Il consigliere dunque deve farne un uso accorto e prudente».
Alessandro Giglio Vigna (Lega Nord) rileva: «C'è sempre più politica su internet. I partiti hanno aperto siti e tanti consiglieri comunali e sindaci sono su FB, uno strumento che effettivamente sta invadendo la nostra società. All'inizio del 2000 era il cellulare il 'mezzo importante" invece ora c'è FB, che si può utilizzare, senza crearsi troppi problemi. In politica personalmente lo uso per comunicare appuntamenti e qualche idea su alcuni argomenti di punta. Credo però che la vera politica vada fatta dal vivo, magari con i gazebo sparsi per le piazze. Io preferisco uscire di casa, andare fra la gente che stare al computer. Ma se devo decidere fra il trascorrere una serata davanti al televisore o comunicare virtualmente con la gente, scelgo questa seconda opzione». (g.a.)