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IVREA. Riceviamo e pubblichiamo:
«Sono un insegnante di un istituto superiore del Canavese che di qui a pochi giorni subirà per l'ennesima volta l'assalto carnevalesco degli studenti esterni e l'uscita in massa degli allievi del proprio istituto in quella che viene definita 'liberazione". Lo scorso anno, cosi come in quelli precedenti, la 'liberazione" è stata accompagnata da episodi di vandalismo.
Ho chiesto a molti miei studenti le ragioni di questa manifestazione studentesca, presente solo nel Canavese, e le risposte che ho avuto sono state disarmanti: «Per perdere un giorno di scuola».
Il fatto che uno studente minorenne esca da scuola senza autorizzazione è cosa grave, sottovalutata anche da molti insegnanti, mai abbastanza dalle famiglie. Pare, spero non sia cosi, che più di un Collegio Docenti abbia deciso di non assumere alcuna iniziativa sanzionatoria per coloro che dovessero evadere dalle aule scolastiche. Qualche docente, memore delle proprie giovanili 'liberazioni", ha anche accennato a difese d'ufficio.
Non sono pochi i docenti che vedono nella 'liberazione" la possibilità di un giorno di più di riposo. Alcuni docenti che difendono l'illegalità della 'liberazione" partecipano poi a progetti sulla legalità. Speriamo che gli atti di teppismo non siano portati a più gravi conseguenze e che ai danni materiali sulle cose non si aggiungano i danni alle persone. Allora forse coloro che oggi guardano con tolleranza a questa saga dell'illegalità si renderanno conto dell'errore».
Piero Bartano