CALUSO. Imperdonabile passo falso per un Caluso tonico e ispirato ad inizio gara, quanto squinternato e inconcludente dal terzo set in poi. I canavesani sprecano il 2-0 capitalizzato nella prima e seconda frazione facendosi rimontare e superare al tie-break dal gasatissimo Savigliano. Una partita sciagurata che lascia in dote un punticino striminzito che non serve ad approfittare della caduta del Saronno. Una grossa occasione buttata al vento, lo sa bene l'allenatrice Monica Cresta adirata con la squadra a fine gara.
CALUSO
2
SAVIGLIANO
3
(26-24; 25-20; 20-25;
27-29; 12-15)
CALUSO — Castelli 19, Salza 12, Simeon 6, Guido 14, Friggieri 7, Nitti 26, Soccal 1, Abatangelo Reale, Luca Garino, Argentero, Gaspari. All. Monica Cresta.
Sembra una serata destinata a proiettare il Caluso in cima alla classifica, sull'onda della sconfitta patita dal Saronno a Pinerolo. Invece i canavesani combinano un bel patatrac con una prova dai due volti.
Il Savigliano si difende con determinazione, ma nel primo e nel secondo set Castelli e compagni hanno in mano il pallino e rintuzzano le velleità ospiti. Sul 2-0 il più pare fatto e anche i pessimisti non si aspettano certo il clamoroso ribaltone che cova sotto la cenere.
Nella terza frazione i calusiesi palesano un leggero calo di rendimento che diventa sempre più preoccupante con il passar del tempo. La giovane formazione avversaria prende coraggio affidandosi a una difesa efficace e ad uno spirito battagliero indomito.
Tutte le certezze canavesane si sgretolano miseramente: l'attacco non punge, la fase difensiva latita e soprattutto il muro pare un colabrodo. Il Savigliano accorcia le distanze indi, in un quarto parziale assai combattuto, raggiunge meritatamente la parità.
L'imponderabile sta per verificarsi. Nel tie-break il Caluso dà qualche timido segnale di ripresa, ma il risultato rimane lo stesso, cioè basta che gli ospiti gettino nella lotta orgoglio e grinta per spegnere i già fievoli fuochi calusiesi.
Ormai l'incontro ha preso una brutta piega e non c'è verso di rimediare: il Savigliano 'fiuta" il colpaccio e insiste con feroce determinazione demolendo gli ultimi aneliti di resistenza locali.
Aldo Sesselego