Pronto soccorso, un medico in meno Cuorgnè, malumore in corsia Rizzi: ‘Penalizzato anche il 118'

CUORGNE'. Un medico in meno. Che nell'economia di un servizio come il Pronto soccorso o il 118 può costituire una penalizzazione pesantissima. E inaccettabile. Tanto da giustificare il malumore che si respira in corsia, all'Ospedale di Cuorgnè, e tra i volontari che salgono sulle ambulanze. Oggi, lunedi, alle 17, presso la sede del Partito dei Comunisti Italiani, in via Garibaldi, il problema verrà affrontato.
Ha assicurato la sua partecipazione il consigliere regionale del Pdci, Vincenzo Chieppa. E l'iniziativa è promossa da Roberto Rizzi, esponente del Pdci, consigliere di minoranza in Comune, a Cuorgnè, ma soprattutto medico. E' lo stesso Rizzi a sollevare la questione, facendosi portavoce di un malumore diffuso che si respirerebbe da tempo nel nosocomio cittadino, un presido, ancora, per l'intero territorio altocanavesano, nonostante negli anni abbia dovuto subire una profonda ristrutturazione che ha visto cancellati da Cuorgnè preziosi reparti.
«Presenterò al sindaco, Giancarlo Vacca Cavalot, un'interrogazione urgente — assicura il consigliere dei Comunisti Italiani — . E' necessario che sia proprio lui a muoversi in prima persona. E' un momento difficile. Serve la sua autorevolezza». Rizzi traccia un quadro della situazione del Pronto soccorso cuorgnatese, una struttura 'oberata di un quotidiano intasamento, con lamentele degli assistiti per le lunghe attese, che sono inevitabili per i codici di minore gravità, in quanto il solo medico di turno deve dare la precedenza ai casi più gravi".
«In questo già problematico contesto — spiega il capogruppo di 'Per Cuorgnè" — , è stato prezioso, in questi ultimi anni, l'ausilio di un secondo medico, fornito dal servizio di 118. Ma è giunta a nostra conoscenza che tale disponibilità potrebbe cessare dal prossimo 1º marzo, a causa delle differente organizzazione dello stesso 118 che, di fatto, porterebbe ad una riduzione del medici addetti alla postazione di Cuorgnè. Inoltre, cosa per noi ancora più grave, il minor numero dei medici potrebbe far mancare spesso (non sappiamo quanto) la presenza di un dottore sull'ambulanza del 118 di Cuorgnè, dequalificando il servizio da 'Tango" (medico a bordo) a 'India" (solo infermiere a bordo). Questo equivarrebbe a limitare le possibilità di una terapia interventistica medica che consenta di prestare un immediato soccorso salvavita, indispensabile se il tempo previsto per arrivare al Pronto Soccorso di Cuorgnè è di parecchi minuti, impedendo, di fatto, un trasferimento immediato presso sedi più idonee (Dea, Rianimazione, Unità coronarica) nel caso di casi particolarmente gravi (seri traumi, incidenti vascolari e cosi via)».
«Questa situazione pare legata ad una differente collocazione del servizio di Cuorgnè — aggiunge Rizzi — , distaccandolo da quello di Ivrea (com'era sino ad oggi) e aggregandolo a quello di Lanzo (e non se ne capisce il motivo vista l'ubicazione molto più distante). Noi non siamo disponibili ad accettare tale riduzione del servizio, cosi essenziale per la salute dei cittadini, sia nel funzionamento del Pronto soccorso che in quello del servizio di emergenza territoriale 118».
Il consigliere del Pdci, nell'incontro odierno, formalizzerà la richiesta di urgenti chiarimenti all'Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte. E l'interrogazione a Vacca Cavalot verrà protocollata nelle prossime ore.
Mauro Michelotti