Aiuto alla ricerca per debellare le malattie cardiovascolari

IVREA. E' partita giovedi, e durerà fino al 15 febbraio, la campagna 'Accendi il tuo cuore per la ricerca". Aderisce all'iniziativa anche il servizio di Cardiologia di Ivrea e Cuorgnè, il cui direttore, Maurizio Dalmasso, è presidente regionale dell'Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (promotrice tramite l'associazione 'Per il tuo cuore").
«E' essenziale oggi — spiega Dalmasso — recuperare denaro, sempre cosi scarso per la ricerca, per poter continuare a studiare un organo cosi importante com'è il cuore». La campagna si basa sull'affermazione 'Ogni cuore è diverso. Aiutaci a conoscere meglio il tuo" e si invita, chi intende aderire, a donare 2 euro da telefono fisso o inviando un sms al numero 48545. Questa iniziativa ha ottenuto l'alto patrocinio del Presidente della Repubblica che il 13 febbraio riceverà in udienza un gruppo di medici della Fondazione Italia per la Lotta alle malattie cardiovascolari, fondata dal professor Attilio Maseri.
«Oggi le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale - spiega Dalmasso -. Anche sul territorio dell'ex Asl 9 il dato non smentisce questo andamento. La malattia produce una elevata ospedalizzazione dei pazienti affetti, spesso è invalidante, perché riduce la capacità lavorativa, a volte diventa cronica, aumentando cosi i costi sociali».
Il responsabile del servizi di Ivrea e Cuorgnè propone dei dati. Nel 2007 per malattie cardiovascolari sono stati ricoverati 752 pazienti, una media di due al giorno. I ricoveri in Day Hospital sono stati 157, si contano poi 133 pazienti trasferiti altrove per procedure diagnostico/terapeutico (esempio coronografia) accompagnati da un medico e un infermiere e 117 soltanto dai volontari delle ambulanze.
Si contano poi 58 malati, trasferiti dal Dipartimento di Emergenza e Accettazione a strutture cardiochirurgiche o di emodinamica. Sempre nel 2007 sono stati impiantati 142 pacemaker, effettuate 3 mila 218 ecocardiografie presso l'ambulatorio ospedaliero e 70 mila elettrocardiogrammi, una cifra davvero elevata se si tiene conto che i residenti nel territorio dell'ex Asl 9 sono 185 mila. Per l'elettrocardiogramma l'accesso all'ambulatorio è diretto, tutte le mattine, se muniti di impegnativa medica.
«I dati — dice Dalmasso — evidenziano la mole di lavoro che il nostro servizio deve affrontare, tenendo conto che ci mancano delle figure professionali che stiamo cercando tramite concorso pubblico e con grande difficoltà. La richiesta delle prestazioni è elevata e purtroppo le liste di attesa sono lunghe proprio perché il personale è carente. I dati mettono in luce come sia importante cercare di proteggere l'organo vitale, che è appunto il cuore, adottando delle abitudini che lo possano preservare dalle malattie cardiovascolari, dilaganti, come dicevo, nella nostra società del benessere».
«Non bisogna dimenticare che per queste malattie si registra una familiarità. Pertanto chi ha o ha avuto genitori o parenti stretti con affezioni cardiovascolari deve ancora di più seguire una serie di semplici regole igieniche nella vita quotidiana».
Dalmasso suggerisce pertanto un po' a tutti di mangiare utilizzando pochissimo sale o addirittura eliminandolo. Si deve poi camminare 45 minuti, tre volte la settimana, evitare il fumo della sigaretta, bere vino che fa bene ma certamente non in grande quantità, come pure il caffè ma senza eccedere, come fanno tanti.
«Si tratta di regole di buon senso- rimarca il cardiologo- che possono essere seguite senza troppa fatica. Va infine controllato il peso corporeo, adottando una dieta mediterranea che permette di cibarsi di pasta, riso, pesce, poca carne e tanta verdura e frutta».
Dalmasso invita infine tutti gli eporediesi e i canavesani ad aderire all'utilissima campagna che invita 'Accendere il cuore per la ricerca", telefonando al 48545. (g.a.)